Dal 1992 al 1995

Le ultime soddisfazioni del post-Maradona

Dal 1992 al 1995

La squadra partenopea, con il nuovo tecnico Claudio Ranieri e grazie all'apporto di giocatori del calibro di Zola, Ferrara, Careca e il nuovo arrivato Laurent Blanc, ottenne un discreto quarto posto nella stagione 1991-92.

Ranieri venne dunque confermato e la campagna acquisti portò in azzurro giocatori come Daniel Fonseca e Roberto Policano. In Coppa UEFA il Napoli superò il primo turno grazie al 5-1 esterno contro il Valencia, con Fonseca autore di tutti e cinque gol dei partenopei, ma nel turno seguente il PSG eliminò però gli azzurri grazie ad una doppietta di George Weah nella gara di andata a Napoli. In campionato la squadra andò in crisi e, dopo un 1-5 interno contro il Milan alla nona giornata, Ranieri venne esonerato. Al suo posto ritornò Ottavio Bianchi, che non poté far altro che condurre la squadra ad una tranquilla salvezza. Nel giugno del 1993 Ferlaino, coinvolto in vicende giudiziarie, lasciò la presidenza del club ad Ellenio Gallo, pur conservando il pacchetto di maggioranza della società.

Ferlaino lasciò la squadra a Gallo con diverse inadenpienze finanziarie, che sancirono l'inizio di una crisi lenta e inesorabile. La squadra venne quindi svecchiata e subì molti cambiamenti: Bianchi ne diventò direttore generale e scelse come tecnico Marcello Lippi. Pilastri della squadra come Careca e Zola lasciarono Napoli, mentre molti giovani promettenti, come Fabio Cannavaro e Fabio Pecchia, ne divennero protagonisti. Dopo un primo periodo di crisi, Lippi decise di puntare sulle forze fresche e la stagione 1993-94 finì con un buon sesto posto e la soddisfazione di aver sconfitto il Milan, prossimo a laurearsi campione d'Italia e d'Europa, grazie ad una rete di Paolo Di Canio, che realizzò anche il gol che all'ultima giornata valse la qualificazione dei partenopei alla Coppa UEFA.

Alla fine della stagione Lippi lasciò il Napoli per accasarsi alla Juventus, e con lui anche Ciro Ferrara, bandiera e capitano del Napoli, a causa delle sempre più incessanti voci di dissesto finanziario. Al posto dell'allenatore viareggino giunse Guerini e il Napoli in campo si affidò ad André Cruz, Alain Boghossian, al Colombiano Freddy Rincon e all'ex numero dieci del Torino Benito Carbone, arrivato via Roma con Grossi e ben 18 miliardi, nell'affare che portò in terra capitolina Daniel Fonseca. La stagione (1994-95) cominciò male: Guerini fu licenziato dopo un 5-1 subito contro la Lazio e al suo posto arrivò Vujadin Boskov, che portò i partenopei al settimo posto, sfiorando la qualificazione alla Coppa UEFA con André Cruz e Alain Boghossian tra le sorprese del campionato.

Nel frattempo il presidente Gallo, per garantire la sopravvivenza del club, cercò di coinvolgere altri imprenditori, tra cui Mario Moxedano e l'imprenditore veneto Ettore Setten. Moxedano, temendo il ritorno di Ferlaino, si sfilò dall'operazione, e nel 1994 il consiglio di amministrazione del club deliberò l'assegnazione di due quote azionarie paritarie, ciascuna del 46,5%, a Ellenio Gallo (insieme al figlio Luis) e a Setten, mentre il restante 7% fu assegnato a soci di minoranza, tra cui Ferlaino. Un'ordinanza del tribunale civile annullò la delibera del CdA e nel 1995 Ferlaino acquisì nuovamente il controllo del club.

Stagioni

1991-92
1992-93
1993-94
1994-95

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