Calciomercato Napoli, se Benitez va via arriva Mihajlovic

La scorsa settimana è stato trovato l'accordo tra De Laurentiis e il tecnico della Samp: se Benitez andrà via il sostituto designato è il blucerchiato

corrieredellosport.it
04/22/2015 06:06
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ROMA - La successione è pronta: Sinisa Mihajlovic si appresta a diventare il nuovo allenatore del Napoli. La scelta di De Laurentiis è stata fatta. Anzi di più. E’ stato già raggiunto un accordo con Mihajlovic, incontrato la scorsa settimana per definire i dettagli del contratto, che sarà di due o tre anni.


SCENARIO - 
 Tutto alla luce del sole: Ferrero, presidente della Sampdoria, è stato informato in presa diretta e non a caso ieri ha scherzato sul possibile scambio di panchine, quindi sull’arrivo a Genova di Rafa Benitez. Già, soltanto un ripensamento di Benitez può modificare la rotta di De Laurentiis, ormai orientato sulla novità. Ma ormai è difficile immaginare un dietrofront. Curiosamente, presente e futuro si incroceranno domenica sera al San Paolo in Napoli-Sampdoria.


IL PROFILO - Mihajlovic, che ha il merito di aver preso la Sampdoria in zona retrocessione e di averla guidata in un anno e mezzo verso la zona euro, risponde all’identikit dell’uomo che cercava il Napoli. De Laurentiis, furioso per i comportamenti ritenuti poco professionali di alcuni giocatori, voleva un personaggio carismatico, capace di sfidare a viso aperto anche i calciatori più influenti. E da qui è partito per individuare l’allenatore. L’intesa non è legata in alcun modo al piazzamento finale della squadra o alla vittoria dell’Europa League. Mihajlovic, seguito nelle scorse settimane anche dal Milan, ha accettato senza riserve il compito di rilanciare il Napoli. Altro atteggiamento che ha convinto il presidente a non recedere dai suoi propositi.


L’«APPUNTAMENTO» -
Poi resta una percentuale (bassa) che converrà tenere in vita ed argomenti che rappresenteranno l’epicentro d’un confronto da concedersi tra Benitez e De Laurentiis: si ripartirà dal «business plan», come s’usa a Liverpool, e nel calcio inglese in genere, l’epicentro di un’Idea da condividere, la cartina di tornasole del «Progetto», le sue «rotondità ». Il Napoli alla Benitez è principalmente nel business plan, il contenitore magico che può spostare l’oscillazione d’un sì (dunque pure del no), che passa (anche) dall’autonomia da riconoscere a chi governa gli imprevedibili rimbalzi del pallone, ch’è il tecnico. E poi il mercato, ovvio, e magari anche un Centro Sportivo più anglosassone, con annessa piscina e con un campetto in cui allenare esclusivamente i portieri; ma pure le strategie di carattere ambientale, dopo che il ritiro era divenuto un elemento in più da dover gestire per frenare il malessere intestino d’una squadra che in «prigione» (diciamo in clausura) non voleva restarci, avendo «invertito la rotta». 

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