NAPOLI - Con la testa tra le nuvole si sta leggeri: e volando in piena notte, alle due e anche oltre, vengono fuori idee e soluzioni per l’assalto finale d’un mercato ch’è da completare. Il calcio si fa - maledizione - anche d’estate, quando sarebbe il momento delle vacanze: invece, sono strategie che cambiano in corsa, lavori da riqualificare e non dipende mai tutto e solo da te, anzi. Dipende dalle variabili impazzite, dalle richieste esagerate, dalle proposte da formulare ai manager di calciatori, da una serie di variabili non sempre governabili: poi arriva il Besiktas e ti porta (praticamente) via Inler; poi il Bologna vuole De Guzman; poi il Torino insiste nel ritenere che Maksimovic valga venticinque milioni di euro....
RILANCIO - Poi si riflette, si torna un po’ indietro, si pensa: se il Bologna dovesse convincersi e Oikonomou diventasse materia di trattativa, allora si comincerebbe seriamente a dialogare. Ma i giorni passano e a Casteldebole lo sanno: c’è un aut aut, dentro o fuori, ragionando intorno ai sei milioni di euro, spiccioli in più ma null’altro. E Marios Oikonomou il «nome» caldo, perché ha l’età giusta (23), il profilo tecnico ideale e le prospettive invitanti. Ma c’è una dead line: dunque, siamo agli sgoccioli.
OCCHIO - Perché intanto è tornato prepotentemente di moda Juan Jesus (24), che resta un ragazzino (24) e con una rilevante esperienza in serie A, peraltro al servizio di un club nobile come l’Inter: sa cosa siano le pressioni, sa cosa significhi giocare per vincere, ha imparato le lezioni del nostro calcio e intorno ai dieci milioni, o giù di lì, se ne potrebbe parlare. La verità, sussurrata nell’afa, è emersa all’inizio del week-end: il contatto d’una decina di giorni fa è servito per perlustrare, per capire, per farsi avvisare sull’entità dell’eventuale investimento. Non si chiamarebbe trattativa, questa, però è un’ipotesi che diventa tale e guai sottovalutarla, avendo il brasiliano il gradimento tecnico del Napoli.
NAPOLI - Con la testa tra le nuvole si sta leggeri: e volando in piena notte, alle due e anche oltre, vengono fuori idee e soluzioni per l’assalto finale d’un mercato ch’è da completare. Il calcio si fa - maledizione - anche d’estate, quando sarebbe il momento delle vacanze: invece, sono strategie che cambiano in corsa, lavori da riqualificare e non dipende mai tutto e solo da te, anzi. Dipende dalle variabili impazzite, dalle richieste esagerate, dalle proposte da formulare ai manager di calciatori, da una serie di variabili non sempre governabili: poi arriva il Besiktas e ti porta (praticamente) via Inler; poi il Bologna vuole De Guzman; poi il Torino insiste nel ritenere che Maksimovic valga venticinque milioni di euro....
RILANCIO - Poi si riflette, si torna un po’ indietro, si pensa: se il Bologna dovesse convincersi e Oikonomou diventasse materia di trattativa, allora si comincerebbe seriamente a dialogare. Ma i giorni passano e a Casteldebole lo sanno: c’è un aut aut, dentro o fuori, ragionando intorno ai sei milioni di euro, spiccioli in più ma null’altro. E Marios Oikonomou il «nome» caldo, perché ha l’età giusta (23), il profilo tecnico ideale e le prospettive invitanti. Ma c’è una dead line: dunque, siamo agli sgoccioli.
OCCHIO - Perché intanto è tornato prepotentemente di moda Juan Jesus (24), che resta un ragazzino (24) e con una rilevante esperienza in serie A, peraltro al servizio di un club nobile come l’Inter: sa cosa siano le pressioni, sa cosa significhi giocare per vincere, ha imparato le lezioni del nostro calcio e intorno ai dieci milioni, o giù di lì, se ne potrebbe parlare. La verità, sussurrata nell’afa, è emersa all’inizio del week-end: il contatto d’una decina di giorni fa è servito per perlustrare, per capire, per farsi avvisare sull’entità dell’eventuale investimento. Non si chiamarebbe trattativa, questa, però è un’ipotesi che diventa tale e guai sottovalutarla, avendo il brasiliano il gradimento tecnico del Napoli.
01 lug 2015
03 lug 2015
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