ROMA - Manolo Gabbiadini nei pensieri della Lazio. Lotito e Tare ci avevano provato nel 2013 prima che la Juve lo riscattasse e lo cedesse alla Sampdoria. Potrebbero tornare presto alla carica, è un antico obiettivo, mai passato di moda. Finirà sul mercato, come è normale. Può muoversi: un anno e mezzo a Napoli da alternativa, quasi da comprimario, sono stati complicati da digerire. Dura per tutti restare dietro a Higuain. Rafa Benitez e adesso Sarri lo considerano punta centrale.
Manolo, però, è un attaccante esterno. Così era esploso nel Bologna e non a caso Saputo e (soprattutto) Di Vaio ci pensano, proveranno a riportarlo sotto le Due Torri. Può entrare nei discorsi della Lazio perché la rifondazione annunciata per giugno prevede cessioni eccellenti e non è un mistero come a Formello stiano valutando la partenza di Candreva, a cui certo non mancano le richieste.
Sette acquisti in cantiere, si conoscono i ruoli, Tare cerca due attaccanti esterni e se dovesse andar via l’azzurro cresciuto a Tor de’ Cenci bisognerà sostituirlo come si deve. Servono giocatori di livello, non comprimari, per costruire un nuovo ciclo. Candreva lascerebbe un vuoto sulla fascia destra, ha giocato ad altissimo rendimento e con continuità per quattro anni, scodellando gol e assist a ripetizione. Si può cedere un big a patto di prenderne un altro. E Manolo Gabbiadini può essere considerato una prima firma. Se, come e quando si svilupperà una trattativa è troppo presto per dirlo. Vale per De Laurentiis lo stesso discorso di Lotito: nessuno regala i suoi gioielli. Gabbiadini, tanto per non allontanarci dal discorso principale, a gennaio era stato avvicinato dal Wolfsburg. Il club tedesco, per il suo cartellino, era disposto a mettere sul tavolo 25 milioni di euro. Non potrà essere per nessuno un’operazione facile.
ROMA - Manolo Gabbiadini nei pensieri della Lazio. Lotito e Tare ci avevano provato nel 2013 prima che la Juve lo riscattasse e lo cedesse alla Sampdoria. Potrebbero tornare presto alla carica, è un antico obiettivo, mai passato di moda. Finirà sul mercato, come è normale. Può muoversi: un anno e mezzo a Napoli da alternativa, quasi da comprimario, sono stati complicati da digerire. Dura per tutti restare dietro a Higuain. Rafa Benitez e adesso Sarri lo considerano punta centrale.
Manolo, però, è un attaccante esterno. Così era esploso nel Bologna e non a caso Saputo e (soprattutto) Di Vaio ci pensano, proveranno a riportarlo sotto le Due Torri. Può entrare nei discorsi della Lazio perché la rifondazione annunciata per giugno prevede cessioni eccellenti e non è un mistero come a Formello stiano valutando la partenza di Candreva, a cui certo non mancano le richieste.
Sette acquisti in cantiere, si conoscono i ruoli, Tare cerca due attaccanti esterni e se dovesse andar via l’azzurro cresciuto a Tor de’ Cenci bisognerà sostituirlo come si deve. Servono giocatori di livello, non comprimari, per costruire un nuovo ciclo. Candreva lascerebbe un vuoto sulla fascia destra, ha giocato ad altissimo rendimento e con continuità per quattro anni, scodellando gol e assist a ripetizione. Si può cedere un big a patto di prenderne un altro. E Manolo Gabbiadini può essere considerato una prima firma. Se, come e quando si svilupperà una trattativa è troppo presto per dirlo. Vale per De Laurentiis lo stesso discorso di Lotito: nessuno regala i suoi gioielli. Gabbiadini, tanto per non allontanarci dal discorso principale, a gennaio era stato avvicinato dal Wolfsburg. Il club tedesco, per il suo cartellino, era disposto a mettere sul tavolo 25 milioni di euro. Non potrà essere per nessuno un’operazione facile.
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