Gabbiadini: «Rinato al Southampton? Segnavo anche al Napoli»

L'attaccante reduce dalla doppietta a Wembley in Coppa di Lega parla del suo 'magic moment': «Nessun rimpianto»

corrieredellosport.it
02/27/2017 20:06
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SOUTHAMPTON - Un'impresa vanificata dal gol di Zlatan Ibrahimovic quella di Manolo Gabbiadini, la cui doppietta a Wembley nella finale di Coppa di Lega non è bastata al Southampton per battere il Manchester United di Josè Mourinho.

 «Sono felice per i due gol e anche per la prestazione della squadra, che ha dominato per ampi tratti la partita - ha detto ai microfoni di Sky Sport il calciatore sbarcato in Premier League a gennaio - ma allo stesso tempo c'è rammarico perché volevamo alzare noi il trofeo». Nessun rimpianto invece per il Napoli dove molti invece si stanno mangiando le mani nel vederlo segnare a raffica: «In azzurro non penso di aver matto male come molti dicono - ha spiegato il 25enne attaccante -. Ho fatto 25 gol con la media di uno ogni 125' circa, ho vissuto due anni bellissimi in cui sono cresciuto molto. Diciamo che è andata bene ma poteva finire meglio e invece le cose sono andate in un certo modo per motivi che si sanno e su cui non mi va di tornare. Ora non posso piangermi addosso e sono comunque contento della scelta fatta: questa nuova avventura è iniziata nel miglior modo possibile (già 5 le reti segnate in 246' col Southampton, una ogni 49', ndr), persino meglio di quanto potessi immaginare. L'Italia? Sono andato in Inghilterra, non sono mica morto: prima o poi tornerò».



ROTTA SUI MONDIALI - Del 'magic moment' di Gabbiadini ha parlato anche il suo agente Silvio Pagliari: «L'esplosione di Manolo in Inghilterra me l'aspettavo: ha avuto un impatto importante e si trova molto bene, quindi siamo contenti della scelta che abbiamo fatto. Cos'è cambiato rispetto a Napoli? L'impatto fu ugualmente devastante: anche a Napoli i primi sei mesi fece benissimo - ha ricordato il procuratore a '4-4-2', sul sito di Sportmediaset -. Non c'è stato un problema con Sarri: ogni allenatore ha le sue metodologie. A Napoli stanno facendo grandi cose, al di là di quello che è successo con Manolo, e io auguro agli azzurri di continuare a fare bene, non c'è rancore. Gabbiadini era semplicemente pronto mentalmente per un trasferimento internazionale: ha trovato un ambiente che l'ha coccolato dal primo giorno, ma siamo solo agli inizi e bisogna continuare così».

Nessun rimorso per il suo cambio di vita: «Se c'è stata amarezza nel constatare di non poter rimanere in Italia? E' un problema che non è mai esistito, perché De Laurentiis in Italia non lo avrebbe venduto e, anche se ci fosse stata la possibilità, avremmo ugualmente scelto l'estero. Manolo ha l'età giusta per provare un'esperienza del genere, inoltre vuole giocare perché ha l'obiettivo di fare parte della spedizione azzurra per i Mondiali del prossimo anno in Russia. Ma non deve porsi troppi obiettivi, deve solo pensare a fare bene perché ha le capacità per andare lontano».

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