Krol: «Younes? Un mistero sia a Napoli che ad Amsterdam»

La leggenda olandese, in città per visitare la mostra dedicata al club, ha parlato del talento dell'Ajax: «Prima ha pianto per andare via e poi...». Sulla lotta scudetto: «Può essere l'anno giusto»

corrieredellosport.it
02/16/2018 17:57
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NAPOLI - «Il Napoli mi diverte e vince. Può conquistare il titolo dopo tanti anni e se vince lo scudetto tornerò sicuramente per la festa». Ruud Krol è a Napoli per visitare una mostra dedicata al club e promette di essere con i tifosi sul lungomare in quella che tutti sognano come la festa del terzo scudetto. «Il mio cuore resta sempre a Napoli - dice Krol - speriamo sia l'anno di Sarri». Una festa che lui avrebbe voluto vivere da calciatore, ma il suo Napoli si fermò al terzo posto nella stagione 1980-81: «Fummo un po’ sfortunati, facemmo un ottimo gruppo con Marchesi, eravamo molto uniti. Poi ci furono un paio di autogol sfortunati».


MISTERO YOUNES - «Younes? È molto forte ma è un po’ un mistero, sia a Napoli che ad Amsterdam. In Olanda sono rimasti sorpresi dal suo atteggiamento. Prima ha pianto per andare via, poi è venuto a Napoli per due giorni e poi è tornato ad Amsterdam e dice che non parte più. È un mistero per tutti. Napoli è una bellissima città e un grande luogo per il calcio, forse il migliore per la passione dopo Barcellona e Madrid. Lui ha sicuramente il bagaglio tecnico per giocare al Napoli. Comunque è una situazione strana, solo lui conosce come stanno le cose ma so che ha firmato un contratto e sicuramente dovrà rispettarlo».


KO DI EUROPA LEAGUE - «La partita di Europa League era difficile, non è semplice per chi gioca poco entrare e avere subito il ritmo – ha continuando Krol commentando il ko del Napoli contro il Lipsia -. Sarri ha fatto tanti cambi e affrontava una squadra molto forte come il Lipsia. Ho visto giocare spesso la squadra tedesca quest'anno e mi pace, sono secondi in Bundesliga con merito e sono molto forti in contropiede. Il Napoli ieri ha avuto dei momenti di scompenso in difesa, ho visto una situazione con quattro giocatori azzurri intorno a un tedesco e non riuscivano a fermarlo».

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