Champions League, Napoli-Real Madrid 1-3: Mertens illude, Ramos salva Zidane

Per 45 minuti la squadra di Sarri dà spettacolo e passa in vantaggio con il belga. Nella ripresa arrivano i due colpi di testa del difensore e la rete nel recupero di Morata

corrieredellosport.it
03/07/2017 22:22
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NAPOLI - Un sogno accarezzato un tempo: 45 minuti di godimento puro rovinati nel giro di 6 minuti nella ripresa. Esce dalla Champions il Napoli, colpa di quella vecchia volpe di Sergio Ramos, il "salva Real". Il capitano delle Merengues ribalta il risultato con 2 colpi di testa in pochi minuti, rendendo inutile il vantaggio di Mertens e troncando le residue speranze di qualificazione degli azzurri. Ai quarti ci vanno i campioni del Mondo, brutti dal punto di vista del gioco, ma cinici e concreti come nessuno. Stanotte Sarri e il suo Napoli dormiranno sonni tranquilli, al San Paolo sono applausi per tutti, nonostante il 3-1 finale.


BBC E ALLAN - Zidane schiera i migliori: in attacco torna la BBC (Bale, Benzema, Cristiano), in difesa - rispetto all'andata - si vede Pepe al posto dell'infortunato Varane. Nel Napoli Sarri recupera Allan e lo schiera dal 1'. Poi sono i soliti, con Mertens centravanti.


INFERNO SAN PAOLO - La bolgia è servita, sin dall'urlo "The Champions", che rimbomba a chilometri di distanza. Fuorigrotta è un inferno per il Real, un paradiso per gli azzurri, che in campo pattinano. Dopo 50'' Mertens mette le cose in chiaro: Ramos gli sporca la conclusione in corner. I primi dieci minuti sono di una sofferenza inaudita per i campioni del Mondo, che non riescono mai a imbastire un'azione. Navas deve prima deviare un corner malefico di Ghoulam (7'), poi controllare che il tiro di Hamsik esca fuori (8'). Il portiere del Real, memore del gol dell'andata, preferisce non prendere rischi e deviare in corner un altro tentativo di Insigne dai trenta metri, nonostante la traiettoria destinata fuori.


PALO MERTENS - Compie qualche errore in fase d'appoggio, ma di peggio fa il Real, che rischia in altre due occasioni: quando Koulibaly mette fuori di testa da buona posizione (su azione di corner) e soprattutto al 38': Kroos sporca un pallone che diventa un assist per Mertens. Il belga incrocia troppo e colpisce il palo esterno (38'). Il Napoli ha altre due occasioni: con Hamsik, che sgroppa senza cattiveria versa la porta di Navas dopo un assist "alla Totti" di Mertens (tiro a lato) e al 41', quando prova a sorprendere Navas sul primo palo, ma senza successo.


SANTO RAMOS - Comincia la ripresa e arriva la doccia fredda. Il Napoli concede un corner e per il Real è quasi meglio di una punizione dal limite, è cosa nota. Batte Kroos, Sergio Ramos fa il terzo tempo, sovrasta Hysaj e batte Reina (51'). Sarri vede Allan nervoso (e stanco), lo sostituisce quindi con Rog (56'). Ma il croato non ha nemmeno il tempo di rendersi conto di essere in campo che il Real raddoppia. Come? Sempre con Ramos, di testa, su calcio d'angolo di Kroos. Stavolta con l'aiuto di una deviazione decisiva di Mertens (57').


SILENZIO - Due gol che ammazzerebbero chiunque. E la triste consapevolezza che per passare ne serverebbero altri 4. Ma il Napoli deve onorare l'impegno (anche economico) dei 60 mila del San Paolo. E lo fa alla sua maniera, provando a giocare, nonostante il risultato. Zidane comincia a far rifiatare i suoi: dentro Vazquez per un Bale ancora ben lontano dalla forma migliore. Sarri si gioca la carta Milik per Insigne (70'), poi entrano pure Zielinski per Hamsik (75') e Morata per Benzema (77').


MORATA GOL - Ma è il Real stavolta è ben piazzato dietro e in contropiede è sempre pericolosissimo, soprattutto con Carvajal, che sfiora il 3-1 dopo un bel dribbling su Koulibaly (tiro alto). Il Napoli ci mette impegno, ma poca lucidità nell'ultimo passaggio e soprattutto in difesa, lasciando spazi mai visti nel primo tempo dagli ospiti. E così arriva anche il terzo gol, con l'ex Juve Morata al 91', bravo a sfruttare una respinta corta di Reina su tiro di Ronaldo. Dito a zittire il pubblico ed esultanza sotto i mille tifosi venuti da Madrid, che fanno festa. A farsi sentire alla fine, però, sono i 60 mila del San Paolo. Cori e applausi per tutti. Per 45 minuti è stato un Napoli "real".

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