Napoli, Reina l'ipnotizzatore: «Ragazzo, da qui non passi»

Contro il Feyenoord decimo rigore neutralizzato in carriera: il portiere spagnolo aveva già stregato Balotelli, Rooney, Eto’o

corrieredellosport.it
09/28/2017 08:28
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NAPOLI - La storia degli undici metri l’abbiamo cantata e l’abbiamo imparata a memoria: non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Ma vogliamo analizzarla dal punto di vista del portiere? E’ il momento della verità, modernissima forma di duello che, dalla regia, andrebbe sempre raccontato e montato come un western: campo e controcampo e via il dettaglio, sugli occhi, sui piedi, sulle mani. Martedì sera Pepe Reina ha incrociato lo sguardo di Jens Toornstra e gli ha detto: «Ragazzo, da qui non passi». Un tuffo sulla sinistra, il boato del San Paolo: per la decima volta nella sua carriera, il duello in campo l’ha vinto lui, non l’avversario che gli stava a undici metri e qualche passo di distanza. 

RISCATTO - Quel tuffo ha un doppio significato. Sul piano tecnico, Reina ha congelato il risultato in un momento chiave della partita: il Feyenoord non aveva fatto nulla per meritare una chance simile, eppure aveva trovato un arbitro generoso che si era dimenticato della svista clamorosa nel primo tempo a parti invertite, e a quel punto avrebbe potuto persino riaprirla la sfida del San Paolo.

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