Ancelotti: «Col Psg sfide da eliminazione diretta. Insigne gioca solo se è al 100%»

L'allenatore torna a Parigi dove ha allenato per 1 anno e mezzo: «Non esistono squadre imbattibili, la vittoria col Liverpool ci ha dato fiducia»

10maggio87.it
10/23/2018 17:59
10maggio87.it

ROMA - Parigi è uno snodo fondamentale per la carriera di Carlo Ancelotti. Nella capitale francese l'allenatore ha vissuto la sua ultima partita alla guida del Bayern prima dell'esonero ma il Parco dei Principi è anche stato il suo stadio per un anno e mezzo quando ha allenato il Psg. «Sono emozioni contrastanti, l'ultima gara con il Bayern non è un ricordo piacevole ma qui a Parigi sono stato bene, in una società che voleva crescere - spiega Ancelotti alla vigilia della gara contro il suo passato -. Cos'è cambiato in un anno? Il Psg ha cambiato allenatore, il Bayern ha gli stessi problemi, mi sembra di capire. Al Bayern sentivo la fiducia di 4-5 giocatori, qui sento la fiducia di tutto l'ambiente. Lo stato d’animo cambia totalmente».


SFIDE DECISIVE - Il doppio confronto con il Paris Saint Germain rischia di essere decidere la squadra qualificata insieme al Liverpool visto che i Reds potrebbero allungare ottenendo 6 punti contro la Stella Rossa. «Sfida decisiva? C'è anche il ritorno... - precisa il tecnico emiliano -. Può risultare una sfida decisiva ma solo considerando anche la gara del San Paolo. E' una sorta di eliminazione diretta perché il Liverpool si avvantaggerà con la Stella Rossa. Il Paris Saint Germain? Le squadre imbattibili non sono ancora nate. E' vero che hanno un potenziale incredibile, soprattutto davanti. Credo che in pochi, anche tra di noi, pensassero che si potesse fare questo risultato. Ci ha dato consapevolezza anche per questa partita. Dobbiamo dimostrare le qualità che abbiamo, non so se basterà per vincere contro una squadra candidata a vincere la Champions».


INSIGNE IN DUBBIO - Il Napoli proverà a recuperare Insigne che ha saltato la gara di Udine: «Lorenzo sta meglio, oggi prova a spingere un po' di più. Se è al 100% gioca, se no facciamo un po' di rotazione. Il turnover può servire dal punto di vista fisico ma anche da quello mentale. Si sentono tutti coinvolti e l'intensità degli allenamenti rimane alta. In futuro ci saranno meno cambi ma c'è comunque la volontà di continuare perché la rosa è di livello alto: non c'è grande differenza tra chi gioca e chi non gioca». 

Argomenti correlati