È la notte di Gabbiadini. Vuole la prima finale.

Manolo è stato spesso ignorato da Benitez, ma l'attacco è in crisi e adesso lo spagnolo punta su di lui.

gazzetta.it
04/08/2015 10:59
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NAPOLI - Per lui sarebbe la prima volta, un inedito. Tutto dipenderà da quello che accadrà stasera, al San Paolo. Se il Napoli dovesse battere la Lazio, accederà alla finale di Coppa Italia, un evento del tutto nuovo per Manolo Gabbiadini che in questi pochi anni di carriera (Atalanta, Cittadella, Bologna e Sampdoria) non ha mai vissuto prima. Il momento, comunque, è particolare, la sconfitta rimediata sabato santo, a Roma, ha creato tanta diffidenza intorno alla squadra. Le chiacchiere che arrivano da Castelvolturno non fanno più presa sulla gente, delusa e sconfortata dai risultati e dall'atteggiamento di tecnico e giocatori. Difficile accontentarsi della semplice prestazione sufficiente quando poi il risultato finale è negativo: un concetto sul quale batteva molto Walter Mazzarri per provare a risollevare l'ambiente dopo qualche sconfitta e che per questo motivo veniva spesso bacchettato dalla critica. Il tempo ha dimostrato che a distanza di due anni nulla è cambiato, che anche Benitez si aggrappa alle prestazioni per giustificare il probabile fallimento in campionato.

ADESSO GABBIADINI - Di sicuro, l'allenatore spagnolo non potrà chiudere nuovamente gli occhi davanti alla crisi dell'attacco e continuare a ignorare Manolo Gabbiadini. Stasera, infatti, toccherà proprio all'ex sampdoriano il ruolo di seconda punta, al fianco di Gonzalo Higuain. E non avrebbe potuto scegliere diversamente, perché Gabbiadini è il giocatore più in forma che il tecnico si ritrova a disposizione. Per troppe settimane ha voluto insistere su uno dei suoi, su José Maria Callejon, quasi come si sentisse obbligato a farlo giocare. Aveva avuto un atteggiamento simile con Marek Hamsik, salvo poi relegarlo in panchina nelle ultime tre partite. Oltre a Gabbiadini, contro la Lazio anche il centrocampista slovacco ritornerà in campo dal primo minuto.

DECISIVO ANDATA - Bisognerà ritrovarsi, dunque, negli ultimi 20 metri, in quella parte di campo dove il Napoli ha sempre prevalso e che nelle ultime settimane continua a penare per la mancanza di concretezza sottorete. Con Gabbiadini e Higuain la squadra avrà a disposizione il massimo del potenziale offensivo e l'entusiasmo del primo potrebbe contagiare anche il Pipita, sempre più nervoso e contrariato per i risultati e le prestazioni dei compagni. Nella gara d'andata, furono proprio loro due a costruire l'azione che portò al pareggio dopo il gol di Klose: il tiro-cross dell'argentino trovò la deviazione vincente dell'ex sampdoriano che è servita per dare un senso a questa gara di ritorno che potrebbe aprire alla terza finale in quattro anni. Ma si tratterebbe soltanto di un contentino dopo i proclami della scorsa estate, quando De Laurentiis parlò di scudetto e Champions League, senza la quale Higuain andrà via: i media londinesi lo danno all'Arsenal dal prossimo luglio per un investimento di 45 milioni di euro. Le due settimane che verranno daranno un'indicazione attendibile di quello che sarà la stagione del Napoli. E da quel momento potrebbero partire le grandi manovre di mercato. Benitez, Higuain, Callejon, Mertens, Hamsik: il loro futuro è tutto un enigma.

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