La precisazione del Napoli: «Vergognose le decisioni, non l'arbitro»

Il direttore della comunicazione Nicola Lombardo, spiega il significato delle parole del ds Giuntoli nel post Juve-Napoli: «Termine riferito alle scelte»

corrieredellosport.it
03/01/2017 16:48
corrieredellosport.it

ROMA - Le polemiche post Juventus-Napoli continuano. Dopo il tweet contro la Rai e la risposta di Mazzocchi, oggi ai microfoni di Tutti Convocati su Radio 24 è intervenuto Nicola Lombardo, direttore della comunicazione del Napoli: «La regia è una regia internazionale - ha detto Lombardo - i registi non parlano con i cronisti, per decisione di Bonnici o di chi sia, il regista fa il suo lavoro senza interloquire. Ma è plausibile che di fronte ad un episodio controverso, che poteva essere questo o un qualunque altro episodio di ordine pubblico, se il telecronista dovesse chiedere alla regia di mostrare il replay e il replay non arriva, è plausibile pensare che il produttore esecutivo della Rai, che ci deve essere, non vada dal regista a chiedere di rimandare le immagini perché il telecronista si è accorto che c’è un episodio dubbio?»



LA REGIA E LA TELECRONACA - «Io non metto in dubbio che il regista faccia il suo lavoro, indipendentemente da quello che può chiedere il telecronista, ma quell’immagine, se richiesta da qualcuno, e se la richiesta di rivedere quella azione gli fosse arrivata, tecnicamente è semplicissimo la isolano e gliela mandano. Il concetto è che non è stato fatto, il telecronista non lo chiede. Anzi, quando Giuntoli va a parlare negli highlights questo Albiol non c’è, l’abbiamo dovuto richiamare noi». A Carlo Genta che su Radio 24 ribatte che il replay dopo è andato in onda, Lombardo risponde: «Se il replay è andato in onda, perché non è stato mandato in onda prima su richiesta del telecronista? che pur sapendo che non ha una linea diretta con Infront, sa che c’è un produttore esecutivo della Rai che può sentire che il telecronista dice che c’è un episodio dubbio poco prima del rigore e del gol della Juventus lo possiamo rivedere. Se lo dice due volte il produttore esecutivo lo va a prendere e lo butta in onda».


IL TWEET CONTRO LA RAI - «Abbiamo ricevuto molte segnalazioni che la telecronaca non è stata delle più felici, ma se lo dicono persone qualificate di alto livello e aggiungiamo che certe cose non sono state mostrate, io penso che un tweet di protesta di quel tipo ad una televisione di Stato che vive anche dei soldi pubblici miei, tuoi e di tutti quanti gli altri, io penso che ci possa stare e nessuno si debba offendere. Il silenzio stampa è una decisione aziendale, per adesso preferiamo tenerla però è chiaro che prima o poi finirà».


LA PAROLA VERGOGNOSO - «Il "vergognoso" che avete fatto sentire di Giuntoli non è indirizzato agli arbitri ma alle decisioni. Noi siamo in assoluto la società di calcio che interviene contro gli arbitri meno di tutti. Negli ultimi cinque anni, da quando io sono al Napoli, noi siamo intervenuti quattro volte. Tutte le altre volte su mia indicazione e del presidente de Laurentis noi non commentiamo le decisioni degli arbitri, se non l’allenatore che, a domanda in diretta, quando parla dopo la partita, può dire secondo me era rigore o non era rigore. Noi pensiamo che gli arbitri siano un anello molto importante, ma anche molto debole, di questa catena e di questo business, perché sono persone che non hanno tifosi, che lavorano da soli e che sono spesso lasciati a loro stessi e che hanno un compito molto ingrato, ieri hanno sbagliato, questo è quello che penso io, e sono bravissimi questo lo pensiamo tutti quanti».


L'EPISODIO DI ALBIOL - «Perché noi siamo intervenuti? tendenzialmente non interveniamo perché ci affidiamo ai media, perché quando ci sono delle decisioni arbitrali favorevoli o sfavorevoli ci sono i media: Sky e Mediaset fanno vedere tutto quello che succede e lo fanno vedere facendolo commentare. Ieri nella telecronaca della Rai (non c’era, n.d.r.) l’episodio di Albiol, che è cruciale. Perché se fischi il rigore ad Albiol non ci sarà l’altro rigore e non viene neanche sottolineato il fatto che l’azione di contropiede che provoca il rigore avviene anche in un momento di concitazione e di proteste che c’erano in quel momento. Se non fossimo andati a sollevare questo problema l’episodio di Albiol non si sarebbe praticamente visto e oggi non ne parlerebbe nessuno perché la Rai non fa vedere il replay».

Argomenti correlati