Alemao e la monetina... Discussioni da 25 anni
Il Milan di Sacchi contro il Napoli di Maradona. Il testa a testa è incandescente. Ma il campionato 1989-90 viene deciso da un
NAPOLI - Napoli e lo scudetto... delle 100 lire .
Il campionato dei miliardi deciso da 100 lire. Fu la battuta più gettonata del tempo, in effetti andò proprio così. In quella pazzesca stagione, che vedeva al via i più forti giocatori del mondo – da Maradona a Van Basten, da Matthaus a Roberto Baggio, da Careca a Klinsmann, da Gullit a Rjikaard, da Vialli a Baresi – che si concluse con i Mondiali organizzati in casa e le tre coppe europee vinte tutte da noi (con una quarta italiana in finale) la differenza la fece una monetina, quella piovuta sulla testa di Alemao, l’8 aprile 1990, giusto 25 anni fa. Eravamo così forti che la dodicesima della serie A, e cioè la Fiorentina, giocava la finale Uefa, persa nel derby con la Juventus, la quinta (e cioè la Sampdoria) vinceva la coppa delle Coppe, gli assi internazionali volevano venire a giocare da noi, gli stadi erano sempre pieni, anche per uno scontro salvezza. Ma davanti a tutti c’erano sempre loro due Milan e Napoli – padrone da anni dei campionati - con la sola parentesi dello scudetto Inter nella stagione precedente. Quell’anno fu una guerra punto a punto, un continuo inseguirsi, fra goleade, prove di forza, rivincite (un 3-0 a testa nello scontro diretto) e prima di quella memorabile quart’ultima giornata comandavano i rossoneri, con una lunghezza di vantaggio. LA SVOLTA - A un quarto d’ora dalla fine nulla sembra possa cambiare, 0-0 sia in Bologna-Milan sia in Atalanta-Napoli quando a Bergamo succede qualcosa. C’è tutto uno stadio che ulula insulti e dalla gradinata piove una monetina, che colpisce in testa Alemao. Il giocatore va giù e cambia la storia di quel campionato, scavando anni di livori e rancori fra le due società. Soccorso, viene portato in ospedale. Allora, in casi come questi, scattava automatico il 2-0 e molti ci marciavano. Capitò anche stavolta, per fortuna fu l’ultima. Perché, da quell’anno in poi, la vittoria a tavolino quasi scomparve dai nostri campionati. Prima e dopo la decisione del giudice sportivo, avvengono cose da pazzi. È il Milan a sostenere il ricorso dell’Atalanta, ingaggia persino esperti nella lettura labiale, si scopre che Carmando, il massaggiatore del Napoli, dice un chiaro «stai giù» ad Alemao, mentre cerca di rialzarsi.
punto tolto, punto dato —
Il regolamento sta dalla parte del club partenopeo, la lesione c’è stata e nulla potrà cambiare il verdetto. Napoli incassa come un atto dovuto e fa notare quanto successo durante Bologna-Milan, col gol di Marronaro non visto dall’arbitro: la palla entra almeno di mezzo metro, e Lanese – coperto da Franco Baresi – lascia proseguire. Si sarebbe accorto dell’errore solo la sera al ristorante, mentre ridanno le immagini della partita. Punto tolto, punto dato. Ed è l’impressione che coglie tutti: il 2-0 a tavolino sembra un atto risarcitorio voluto dai vertici federali per compensare l’errore arbitrale di Bologna. Quell’aggancio in classifica dà lo slancio al Napoli per conquistare il suo secondo scudetto: alla penultima il Milan crolla a Verona, Lo Bello junior espelle ben quattro rossoneri, compreso l’allenatore Sacchi, Maradona fa faville proprio a Bologna (4-2) ed è fatta. Il Milan si consola rivincendo la Coppa dei Campioni, eppure questo episodio viene spesso dimenticato: come se il trofeo europeo fosse meno importante, perché in quei fantastici Anni 90 era diventato più difficile vincere il campionato italiano…

CORSI E RICORSI - All’episodio di venticinque anni fa è legata una vasta aneddotica. La battuta entrata nelle barzellette fu quella di Corrado Ferlaino, presidente del Napoli, all’uscita dall’ospedale di Bergamo, dopo aver visitato Alemao. «Il giocatore non mi ha riconosciuto». Anni dopo, un giocatore dell’Atalanta ricoverato per esami nella stessa struttura sanitaria rivelò: «Sentii dalla mia camera Alemao dare di matto. Urlava, voleva essere dimesso, diceva di non avere nulla». Ironia della sorte, anni dopo Alemao venne a giocare proprio a Bergamo e ammise, sì, di avere esagerato un po’ («Un dolorino però lo avvertii»). Non si è mai saputo chi lanciò quella monetina, né poi chi la spese: certo, al Milan costò da sola un campionato. Un’ultima curiosità: sul gol non visto di Marronaro, sbagliò soprattutto il guardalinee che aveva una migliore visuale. Si chiamava Marcello Nicchi, e oggi è presidente degli arbitri.
