NAPOLI - Napoli piange la scomparsa di Bruno Pesaola. L'ex calciatore ed allenatore del Napoli è morto pochi minuti fa all'ospedale Fatebenefratelli per un collasso cardiocircolatorio.89 anni, da tutti soprannominatopetisso, il nome di Pesaola è e sarà indissolubilmente legato a quello della società azzurra, con la quale - da allenatore - ha anche vinto una Coppa Italia nella stagione 1961-62.
IL RITRATTO - Sigarette, whisky e tanto Napoli. "Sono nato per sbaglio a Buenos Aires". Diceva così El Petisso che a Napoli si trasferì per la prima volta nel 1952, è andato e tornato più volte fino a stabilirsi definitivamente dopo aver chiuso la carriera da allenatore. Ma senza mai abbandonare l'amore per l'azzurro: ne parlava continuamente, anche in tv, dove era solito frequentare i salotti delle emittenti locali tanto da diventare un personaggio anche per i più giovani che non lo avevano mai visto giocare, né allenare. Del Napoli chiese agli amici anche dopo l'ultima pesante operazione alla gamba destra fratturata, l'anno scorso: "Come ha giocato col Palermo?". E personaggio, suo malgrado, divenne anche grazie a Felice Caccamo, alias Teo Teocoli, il giornalista sui generis di Mai Dire Gol che lo inserì nella sua combriccola di amici insieme a Bruscolotti e Ferlaino. Nella vita reale, raccontano i veri amici, Pesaola amava la notte "perché porta le idee". Magari quelle che lo hanno portato a vincere un campionato a Firenze. Di giorno, perché allora il calcio si giocava alla luce del sole, e lontano dalla sua Napoli.
NAPOLI - Napoli piange la scomparsa di Bruno Pesaola. L'ex calciatore ed allenatore del Napoli è morto pochi minuti fa all'ospedale Fatebenefratelli per un collasso cardiocircolatorio.89 anni, da tutti soprannominatopetisso, il nome di Pesaola è e sarà indissolubilmente legato a quello della società azzurra, con la quale - da allenatore - ha anche vinto una Coppa Italia nella stagione 1961-62.
IL RITRATTO - Sigarette, whisky e tanto Napoli. "Sono nato per sbaglio a Buenos Aires". Diceva così El Petisso che a Napoli si trasferì per la prima volta nel 1952, è andato e tornato più volte fino a stabilirsi definitivamente dopo aver chiuso la carriera da allenatore. Ma senza mai abbandonare l'amore per l'azzurro: ne parlava continuamente, anche in tv, dove era solito frequentare i salotti delle emittenti locali tanto da diventare un personaggio anche per i più giovani che non lo avevano mai visto giocare, né allenare. Del Napoli chiese agli amici anche dopo l'ultima pesante operazione alla gamba destra fratturata, l'anno scorso: "Come ha giocato col Palermo?". E personaggio, suo malgrado, divenne anche grazie a Felice Caccamo, alias Teo Teocoli, il giornalista sui generis di Mai Dire Gol che lo inserì nella sua combriccola di amici insieme a Bruscolotti e Ferlaino. Nella vita reale, raccontano i veri amici, Pesaola amava la notte "perché porta le idee". Magari quelle che lo hanno portato a vincere un campionato a Firenze. Di giorno, perché allora il calcio si giocava alla luce del sole, e lontano dalla sua Napoli.
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