Napoli, armistizio De Laurentiis-Sarri: avanti senza sconti

Nessuna rottura bensì un confronto franco. E il tecnico intende conservare la sua autonomia

corrieredellosport.it
11/07/2016 09:50
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NAPOLI - E vivranno felici e contenti: forse, chissà... Perché è già successo in passato e capiterà di nuovo, perché è (virtualmente) scritto tra le pieghe del contratto, perché è la natura che spinge De Laurentiis ad andare oltre strategicamente, per "scatenare" una reazione. Lo dicono i precedenti che certe tempeste si consumano in un bicchiere d’acqua, il tempo d’assorbirle, che poi consente anche di impermeabilizzarsi: ma quando De Laurentiis e Sarri hanno cominciato a dar libero sfogo alle proprie riflessioni, una serie di messaggi per niente cifrati, né subliminali, ma assolutamente diretti, il ciak d’un remake di quel «C’eravamo tanto amati» in salsa partenopea s’è preso la scena.



RIECCOLI - Napoli-Lazio è semplicemente l’ultimo capitolo d’un ping-pong destinato a durare e cominciato a Marassi, il 21 settembre, con Sarri che "invoca" una presenza non soltanto fisica della società nei dopo-partita arroventati, quando l’adrenalina scorre a fiumi ed i retropensieri sugli arbitri si scatenano: «Vorrei ne parlassero loro». Lo fa De Laurentiis in persona, con un comunicato che impiega meno di dodici ore ad arrivare dalla Cina: «Niente alibi, le decisioni dei direttori di gara vanno rispettate». Ci sono divergenze latenti, sono l’eredità d’un passato recentissimo, che risale a certi confronti avvenuti al momento della firma del contratto: ma sono scorie che rimuove il campo, con i risultati e l’espressione d’un calcio accattivante.



TREGUA - Verrà il momento in cui, casualmente (almeno così sembrerà), De Laurentiis e Sarri s’incontreranno e dialogheranno amabilmente, ignorando ciò ch’è stato, anche il ping-pong rilanciato via etere dal presidente, calatosi nel ruolo del tecnico, come nelle stagioni in cui a Mazzarri chiedeva una difesa a quattro (perché più “internazionale”) e da Benitez s’aspettava che tornasse a difendere a tre.

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