De Laurentiis: «Basta burocrati, ora rifondiamo il calcio italiano»

L'opinione del presidente del Napoli dopo le dimissioni di Tavecchio: «Malagò ha detto che commissaria la Federcalcio? Siamo tutti commissariati, anche lo Stato»

corrieredellosport.it
11/20/2017 20:15
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ROMA - «Le dimissioni di Tavecchio le avevo chiesto anch'io? Non è proprio così, solo mi sembrava che il problema non fosse solo il fatto che l'Italia non si fosse qualificata per il Mondiale. Mi dispiace moltissimo per Tavecchio ma forse la Federcalcio va bene per la Serie B, la Serie C ma non va bene per la Serie A che secondo me dovrebbe essere legata direttamente con ECA e Uefa, altrimenti si fa un passaggio di troppo». Anche Aurelio De Laurentiis ha commentato le dimissioni del presidente della Figc, Carlo Tavecchio. Un atto che, secondo il presidente del Napoli, potrebbe essere preso come un’opportunità. «Credo che questa sia proprio un'occasione non tanto per mandare a casa qualcuno ma per rifondare come non è mai stato fatto, sempre a partire dai campionati – ha detto ai microfoni di Sky -. Serve fare un tavolo permanente che studi e modernizzi il calcio man mano che il mondo cambia, perché sta cambiando da tanto tempo. Malagò ha detto che commissaria la Federcalcio? Siamo tutti commissariati, è commissariato anche lo Stato».


«Quando il 60-70% degli italiani non vuole più sentire parlare di politica vuol dire che ad un certo punto un certo tipo di burocrazia ha stancato. Servono persone che sappiano fare i veri manager o i veri imprenditori. A me come Serie A non interessa la Federcalcio, non vorrei essere legato a questa istituzione. Il problema di base è che ci vuole sempre un fatto grave che costringa tutti a girare pagina, invece ci vorrebbe sempre un osservatorio che possa evitare queste gaffe per aggiornare sempre tutto quello che si deve aggiornare, visto che il mondo va avanti. Franco Carraro? È già stato presidente della FIGC, è un uomo di grande esperienza ma non spetta a me dare giudizi. Lui potrebbe avere i numeri per trasformare questa Federcalcio, perché lui è un grande sportivo. La gente chiede volti nuovi, ma bisogna prima individuarli».

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