Napoli, Careca: «Io voto Insigne»

Parla il centravanti del secondo scudetto: «Meglio Lorenzo di Higuain: talento e fantasia. Tra Juve e Napoli non deciderà lo scontro diretto: resteremo con il fiato sospeso fino all’ultima giornata» 

corrieredellosport.it
03/26/2018 08:18
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NAPOLI - È un classico e succede ogni volta che nelle aree di rigore compaiono tracce di talento: è un viaggio nel vissuto, mai fastidioso, perché a volte, quando si ricerca il passato, e non necessariamente la propria gioventù perduta, s’inseguono emozioni. E’ un’abitudine o magari un vezzo o una tendenza ma al germogliare d’un centravanti, però che sia di talento, è lecito o inevitabile o istintivo domandarsi se c’è una speranza, fosse anche un’illusione, di ritrovare in lui le tracce di Careca...

E’ routine, forse un’ossessione, ma quando “nacque” Cavani e poi quando “comparve” Higuain, Napoli rimase incantata, poi stordita, sempre nel limbo di un interrogativo a cui rispose nostalgicamente l’eco vivo di trent’anni fa, dal suo arrivo (l’estate dell’87) al suo arrivederci (perché lui non s’è mai staccato, non può, non sa, non vuole né deve). E ciò che brilla negli occhi (mica soltanto lo scudetto, la Coppa Uefa, la Supercoppa italiana) è la magia di un’epoca, di Antonio Careca, che non tramonta mai. Saudade, per favore, va’ via.

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