Reina: «Juventus? Imbattibile. Sarri un papà, De Laurentiis...»

Il prossimo portiere del Milan in una lunga intervista concessa ad 'As': «Lavorare con il mister è stato uno spettacolo, lo consiglierei anche al Real. ADL? Abbiamo idee diverse»

10maggio87.it
06/01/2018 10:16
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ROMA – Pepe Reina sarà il prossimo portiere del Milan. «È uno dei club più importanti al mondo, il nostro obiettivo deve essere quello di tornare in Champions – ha dichiarato lo spagnolo in un’intervista ad ‘As’ -. Sarà una sfida appassionante. Io titolare? Non mi hanno fatto nessun discorso, il posto dovrò guadagnarmelo ma sono felice di chiudere la carriera in rossonero». Lascerà Napoli dopo quattro stagioni (e una parentesi al Bayern Monaco): «Abbiamo fatto 91 punti. È una cosa da sottolineare perché abbiamo fatto un grandissimo campionato. Complimenti alla Juve, bisogna credere alla buonafede degli arbitri ma a livello societario hanno una forza imparagonabile». Un pensiero è dedicato a mister Sarri: «Lavorare con lui è uno spettacolo, è grazie a lui che il Napoli ha battuto il record di punti. Siamo simili perché diretti, la nostra è stata una relazione di padre e figlio. Gli voglio bene e gli sarò per sempre grato. Real Madrid? Lo consiglio a tutte le squadre del mondo». A sostituire Sarri sarà Carlo Ancelotti: «Spero che possa vincere, ma bisognerà fare ancora i conti con la Juve. Fino a quando compreranno così tanto allora sarà difficile batterli».


L’ADDIO AL NAPOLI - «Ho deciso di lasciare il club circa un anno fa quando il Psg mi fece un’offerta e il Napoli decise di rifiutare. Sarebbe stato facile, nell’estate dei ‘certificati medici’, cercare un modo per forzare la cessione, ma avevo fatto un patto-scudetto con i miei compagni e decisi di accettare la decisione del club. De Laurentiis? Ha un modo di gestire la società che rispetto, ma ci sono dei punti di vista sui quali non siamo d’accordo. Abbiamo due personalità forti e idee diverse».


DEFERIMENTO - «Andrà tutto bene e sono tranquillo – ha detto Reina a proposito del deferimento della Procura Figc per aver frequentato dei pregiudicati legati ad ambienti camorristici -. Chi mi conosce sa che non ho nulla a che fare con quelle voci. A Napoli ho conosciuto tante persone ma non posso sapere di cosa si occupano 300 amici nella loro vita privata». 

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