NAPOLI - Intervistato da Radio Kiss Kiss Napoli, il direttore sportivo del Bologna Riccardo Bigon ha tessuto le lodi del capitano del Napoli Lorenzo Insigne: “L'ho visto crescere durante la mia esperienza in azzurro, oggi si è affermato al top sia tecnicamente che per carisma e personalità nello spogliatoio. Sono davvero contento nel vedere che sta raccogliendo frutti: ha lavorato duro e tutti i suoi risultati sono meritati". Il numero 24 partenopeo secondo Bigon va emulato: "Parlando con i giovani che muovono i primi passi da professionisti prendo Lorenzo come esempio, lui era molto maturo già quando giocava in Primavera: sentivo che dalla tribuna lo fischiavano, ma Lorenzo era differente, si vedeva, perchè già rispondeva con personalità". Bigon ripercorre poi le tappe della carriera di Insigne: "Gli proposi di andare in prestito alla Cavese e lui mi fece capire che era sicuro si trattasse di una fase di passaggio, perchè sarebbe tornato a Napoli. Anche a Foggia non battè ciglio, rinnovammo il contrattoperché lui pensava solo al suo futuro in azzurro. Idem quando andò a giocare a Pescara. E’ stata la sua grande forza ed anche per questo scegliemmo di non mandarlo più in prestito: aveva dimostrato grandi cose. Insigne è la prova di ciò che un giovane deve fare quando lascia il proprio club per farsi le ossa: andare, dimostrare sul campo e tornare. Il suo sacrificio lo ha ripagato".
NAPOLI - Intervistato da Radio Kiss Kiss Napoli, il direttore sportivo del Bologna Riccardo Bigon ha tessuto le lodi del capitano del Napoli Lorenzo Insigne: “L'ho visto crescere durante la mia esperienza in azzurro, oggi si è affermato al top sia tecnicamente che per carisma e personalità nello spogliatoio. Sono davvero contento nel vedere che sta raccogliendo frutti: ha lavorato duro e tutti i suoi risultati sono meritati". Il numero 24 partenopeo secondo Bigon va emulato: "Parlando con i giovani che muovono i primi passi da professionisti prendo Lorenzo come esempio, lui era molto maturo già quando giocava in Primavera: sentivo che dalla tribuna lo fischiavano, ma Lorenzo era differente, si vedeva, perchè già rispondeva con personalità". Bigon ripercorre poi le tappe della carriera di Insigne: "Gli proposi di andare in prestito alla Cavese e lui mi fece capire che era sicuro si trattasse di una fase di passaggio, perchè sarebbe tornato a Napoli. Anche a Foggia non battè ciglio, rinnovammo il contrattoperché lui pensava solo al suo futuro in azzurro. Idem quando andò a giocare a Pescara. E’ stata la sua grande forza ed anche per questo scegliemmo di non mandarlo più in prestito: aveva dimostrato grandi cose. Insigne è la prova di ciò che un giovane deve fare quando lascia il proprio club per farsi le ossa: andare, dimostrare sul campo e tornare. Il suo sacrificio lo ha ripagato".
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