Napoli, il futuro di Benitez inizia oggi

Arriva il manager dell’allenatore per discutere con De Laurentiis. Il presidente vuole dare in mano allo spagnolo una rosa molto più competitiva

corrieredellosport.it
05/05/2015 06:33
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ROMA - Sono piccoli passi: è un incedere comprensibilmente lento (prima il Milan, poi il Dnipro, poi il Parma) che trascina a un incontro, che disegna ipotesi vecchie, quasi nuove, che traccia un futuro teoricamente (allo stato) fatto di loro, di De Laurentiis e di Benitez. E’ inutile intrufolarsi nel giochino delle percentuali, un rischio incalcolabile, perché le variabili - poi sempre le stesse - vanno affrontate di petto, nel faccia a faccia che sarà forse oggi o magari domani o forse venerdì, perché sta per atterrare a Capodichino Manuel Garcia Quilon, ch’è il manager del tecnico, e già questo sa di probabilità (più) elevata. I sette giorni che hanno cambiato il Napoli, gli scenari, nascono lunedì scorso, si evolvono sabato, si certificano adesso: perché è il momento di dirsi ciò che passa per la testa, definendo il cosiddetto «business-plan» attraverso le rispettive visioni del calcio, del Napoli, ma da far convergere.


I CAMPI, LO STAFF... - Il patto è nei fatti e stavolta avranno modo di sviscerare, l’uno all’altro, ciò che ognuno ritiene sia la personale interpretazione del Progetto, che ha capitoli assai simili. Il mercato delle Grandi Firme vuol dire rinforzarsi attraverso le Idee: mai acquistare per il semplice gusto di farlo, né inseguire le follie, ma pianificare attraverso le competenze di Benitez, l’appoggio di Bigon e la ricerca mirata di ciò che serve per restare competitivi, anzi per diventarlo sempre di più. Il mercato è l’«apertura» nel contesto d’un discorso ampio, che punta alla valorizzazione d’un club da «irrobustire » anche fuori dal campo: nel Settore Giovanile, ad esempio, e non a caso tra Sant’Antimo e Agnano sono individuate due aree di competenza per allestire una struttura che sia all’avanguardia. Per il momento restano indizi ma l’attivismo di De Laurentiis costituisce la prova provata per sedurre Benitez a restare ancora epicentro d’una filosofia che abbia comunque altre figure intorno ad un allenatore che vuole essere tale, che non cerca pieni poteri da manager all’inglese, che - in questo - s’è «italianizzato » e sa, vuole, condividere con lo staff di cui si circonda. 

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