Montervino risponde a Gargano: A Napoli si dice “uommn”, “uommnicc” e “quaquaraqua”

Francesco Montervino, ex capitano del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live, sulle frequenze di Radio Marte

10maggio87.it
05/05/2016 09:22
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NAPOLI - Francesco Montervino, ex capitano del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live, sulle frequenze di Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24: “A me viene da ridere. Lo stile delle persone poi viene fuori. Io sono abituato a non toccare quelli al di sotto di un metro e 60. E’ ridicolo che lui faccia riferimento ad episodi che dovrebbero rimanere all’interno dello spogliatoio. Quell’episodio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, mi ha condizionato.

Noi l’abbiamo fatto sentire un grande giocatore, cosa che non è. A Napoli abbiamo la capacità di far sentire importante anche chi non è un uomo, e lui non lo è. Io sono ospite in trasmissioni televisive e non ho mai rivelato particolari di spogliatoio.


CLAN SUDAMERICANI - Non riuscirete mai a farmelo dire, perchè le cose di spogliatoio sono sacre. Chi ha permesso a questa gente di essere giocatore sono persone che per questa maglia morirebbero, non parlo solo di me ma anche di Paolo Cannavaro. Abbiamo buttato giù tanti bocconi amari. Le regole sono state sempre rispettate, sia con me che con Cannavaro. Stiamo parlando di ingrati.


A Napoli si dice “uommn”, “uommnicc” e “quaquaraqua”, lascio a voi le interpretazioni. All’epoca Marek e gli altri non parlavano. Anche perchè se c’erano persone come il sottoscritto o gli altri che avevano carattere nello spogliatoio, pochi si sarebbero permessi di alzare le mani addosso a qualcuno, figuriamoci a me. Non fu così neanche per Walter Gargano. Non è vero neanche ciò che ha detto su Edo De Laurentiis.


Certe pagliacciate le lascio a lui, e a quelli che sono come lui. Quando sono andato via la cosa che mi ha fatto più male è stato proprio lasciare quella maglia dopo quello screzio dovuto ad una mia voglia di voler far rispettare le regole a persone come Gargano e a Lavezzi”.

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