Un Insigne mai visto: numeri da favola

Cinque gol e tre assist: nessuno in Serie A ha fatto meglio. Con il 4-3-3 di Sarri e' esploso: Ma non paragonatemi a Maradona

corrieredellosport.it
10/05/2015 12:47
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ROMA - «Insigne è il calciatore italiano più geniale delle ultime generazioni», firmato Arrigo Sacchi. «Sta giocando benissimo e sta segnando tanto perché a 24 anni comincia ad essere un giocatore maturo. Forse a 21, 22 gli chiedevano troppo, quella di adesso è l’evoluzione di un giocatore talentuoso», parole di Maurizio Sarri. La notte di San Siro ha consacrato Lorenzo il Magnifico, una doppietta e un assist che gli sono valse gli applausi di tutto lo stadio milanese quando ha lasciato il campo. Una standing ovation in una notte che entrerà di diritto nella storia del Napoli: mai gli azzurri avevano battuto il Milan con uno scarto così. 


CHE NUMERI! - La stagione di Lorenzo Insigne è iniziata con numeri da favola. Il talento di Frattamaggiore ha partecipato a otto dei 16 gol del Napoli in questo avvio di campionato, nessuno finora in Serie A in sette partite ha segnato cinque reti e contemporanemente offerto tre assist decisivi. Con la doppietta di San Siro (la sua prima in maglia azzurra) ha già eguagliato il suo record di gol in un singolo campionato di Serie A (ne aveva segnati cinque nel 2012/13 in 37 presenze). Prima di ieri sera aveva già segnato all’Empoli, alla Lazio e alla Juve. Ora in classifica cannonieri è secondo a cinque centri alla pari con Higuain, li precede solo Eder della Sampdoria a quota sei. 


MODULO - La svolta nel rendimento di Insigne è arrivata con il cambio di modulo deciso da Sarri. Il nuovo tecnico aveva iniziato la stagione affidando al numero 24 azzurro il ruolo di trequartista dietro le punte nel 4-3-1-2 ereditato dall’Empoli. Insigne stava giocando bene, ma evidentemente non riusciva a esprimere tutto il suo potenziale. Con il passaggio al 4-3-3 è arrivata l’esplosione: «E’ vero - ha detto ieri dopo il trionfo al Meazza - con questo modulo mi esprimo meglio, come facevo con Zeman». Già il boemo, l’allenatore che lo ha lanciato come esterno sinistro d’attacco: a Foggia Insigne giocò 33 partite realizzando 19 gol, a Pescara ne segnò 18 in 37 gare. 


DIEGO - Sembrano lontani adesso i tempi del terribile infortunio (era lo scorso novembre, il professor Mariani a Villa Stuart gli ricostruì il legamento crociato del ginocchio destro) così come quelli dei fischi ingenerosi ricevuti al San Paolo l’anno scorso dopo qualche partita un po’ sotto tono. Insigne è diventato l’uomo in più del nuovo Napoli di Sarri che sta incantando l’Italia. «Grande Lorenzo» gli ha scritto Maradona sui social dopo le magie di San Siro. «Ma ora non paragonatemi a Diego - ha detto Insigne - lui è stato il più grande di tutti i tempi». Parole sante, ma i tifosi azzurri ora sono tornati a sognare. Proprio come con il Pibe de Oro...

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