Serie A Napoli, Sarri: Con Mancini caso chiuso. Ora testa alla Sampdoria

Il tecnico azzurro alla vigilia della sfida contro i blucerchiati: Mi è dispiaciuto passare per razzista e omofobo, cosa che potrei facilmente sconfessare. Sono contento che Mancini abbia accettato le scuse. A Genova serve una prova di cattiveria

corrieredellosport.it
01/23/2016 13:11
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NAPOLI - Maurizio Sarri torna a parlare dopo la bufera per le offese a Mancini al termine della sfida di Coppa Italia contro l'Inter. Ieri sono sono arrivate le scuse reciproche dei due tecnici e oggi Sarri ha voluto chiudere definitivamente il caso: «Sono molto contento che Mancini abbia accettato le scuse. Mi è dispiaciuto passare per razzista e omofobo, cosa che potrei facilmente sconfessare. Sono un sanguigno per natura e forse per me diventa più difficile moderarmi. Qualche passo in avanti in questo senso lo dovrei fare. Ho sbagliato e ho chiesto subito scusa. Ora le scuse sono state accettate e la vicenda è chiusa».

 
TESTA ALLA SAMP - L'attenzione è subito rivolto alla sfida contro la Sampdoria: «La squadra deve dare risposte immediate in campo, contro la Sampdoria dobbiamo dimostrare che non ci facciamo condizionare e andiamo avanti. E' una partita complicata perché la Samp è una squadra che meriterebbe una classifica migliore e ha anche messo in difficoltà la Juventus. Abbiamo tenuto a riposo certi giocatori che domani torneranno in campo. Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento di sempre, con l'Inter dovevo aggredire subito la partita con i cambi giusti, probabilmente mi sono fatto condizionare dall'esperienza passata dei supplementari e sicuramente ho sbagliato. Serve una prova di cattiveria con la Samp: mi aspetto questo atteggiamento. Cassano? E' un talento naturale, poteva fare di più ma è un giocatore che ha dei colpi che hanno pochissimi giocatori. Ora mi sembra un giocatore rigenerato».

 
MERCATO - Infine un commento sul mercato: «Lavorare con i giovani è una cosa che mi piace molto - spiega Sarri -, è chiaro che ci sono contesti e contesti. A Empoli era più facile perché c'era pazienza, bisogna vedere se ci sarà la stessa pazienza anche qui a Napoli. Questo è un anno di costruzione e quindi i giovani possono vivere situazioni importanti per loro».

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