Napoli, la notte di Insigne per tornare al gol

Da Milik a Hamsik, hanno segnato tutti tranne Lorenzo e Gabbiadini: l'ultima gioia fu contro una veronese...

corrieredellosport.it
09/24/2016 08:57
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ROMA - Dov’eravamo rimasti? Perché il calcio assorbe il tempo: cinque partite di campionato, una di Champions, e sembra ci sia alle spalle l’eternità: e la memoria è piena di dati, di istantanee, persino di rimpianti. C’è un buco «nero», e là dentro è rimasto pure lo spicchio di Marassi, la palla che Hamsik riesce a recapitare per l’uso, la corsa ciondolante verso Perin, il destro morbido, che non è da Insigne: è un momento, e passerà, trascinando poi con sé qualsiasi traccia d’amarezza.


EMEMBER. 10 aprile del 2016, ma sembra sfilato via un secolo: in realtà, sono dieci partite, sei d’un campionato e quattro di questo, novecento minuti (appena) che rappresentano il tormento di chi - come Insigne - è nato per segnare e non vede l’ora di ricominciare. Napoli-Verona, quella volta, e adesso c’è il Chievo, con il suo carico d’esuberanza, la leggerezza di chi è stato capace di spingersi ben oltre le gerarchie: non c’è un attimo da perdere, per non restare ingabbiato nelle paranoie degli attaccanti, nella sindrome del gol, che Insigne cerca senza strafare, però bulimicamente.


MISTER ASSIST. Ma il calcio, nelle statistiche, è tante altre cose e bisognerà farsene una ragione se la porta, improvvisamente, s’è ristretta: perché intanto, il talento è rimasto intatto, palpabile e godibile, e non potendo far per sé, Insigne ha costruito per gli altri, un appoggio dolcissimo per Callejon (contro il Milan), per chiudere definitivamente il braccio di ferro con il «diavolo»; una pennellata d’autore a Callejon (a Palermo) per costruire l’1-0; poi una riproduzione fedele della parabola, a scavalcare l’ultimo difensore, contro il Bologna, per aprire la sfida: tre assist, e sono soddisfazioni.

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