Napoli-Lazio, Reja: «E' il derby del cuore»

L'ex tecnico degli azzurri e dei biancocelesti: «Napoli e Lazio: club che porto con me. Orgoglioso di questo doppio legame»

corrieredellosport.it
11/05/2016 14:43
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NAPOLI - Come una favola: e rileggerla, ritrovandoci se stesso dentro, è un brivido che percorre la schiena. E’ il «derby del cuore» e la memoria, graffiata dai ricordi, apre crepe alle emozioni che restano, inchiodate nella carne, nella testa, nei frammenti d’un passato incancellabile. «La prima volta che tornai al San Paolo, proprio in un Napoli-Lazio, rimasi stordito». Settantuno anni e non sentirli, perché mentre la sua partita sta per cominciare, Edy Reja ringiovanisce, torna indietro nel tempo, ripensa a ciò ch’è stato, anni ed anni che sfilano via come istantanee festose. E’ il calcio dell’ultimo dei romantici, d’un gentiluomo che rimane giovane dentro, perché questa è una serata che dà energia, che rinfresca e allieta e suggerisce di ripensare a quei giorni, al Napoli del 2004, trascinato fuori dallo scantinato e accompagnato sino in Europa, alla Lazio del 2010, strappata all’oblio e poi riafferrata ancora. «E’ una gara appassionante, persino al di là di me stesso. Ci sono le filosofie di due club ai quali sono legato, che mi hanno dato e nei quali spero di aver lasciato qualcosa di mio». E’ Napoli-Lazio e le tracce di Edy Reja le scorgi ovunque, perché questi cicli cominciarono con lui, con Hamsik e poi con Maggio, con Keita, Felipe Anderson, con l’onestà intellettuale e la sapienza d’un uomo aggrappato alle parte di questa partita che gli appartiene e che va «giocata» in un clima d’amarcord che non ammette nostalgia, ma avverte semplicemente allegria: «La vedrò e sarò fiero di essere stato, nel mio piccolo, protagonista d’un periodo». Le favole lasciano liete scie...

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