Sarri: «Maradona è il re di Napoli, sarebbe bello incontrarlo»

Il tecnico: «Maradona è il re assoluto di Napoli, dovrebbe avere le chiavi del centro d'allenamento, del San Paolo e della città»

corrieredellosport.it
01/15/2017 18:00
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NAPOLI - Sarri si gode la seconda vittoria al San Paolo e fa festa, anche se non c'era Maradona in tribuna: «Non abbiamo mai sofferto - commenta l'allenatore del Napoli ai microfoni di Mediaset Premium -. Nel primo tempo non siamo stati pericolosi come lo siamo di solito, anche per merito del Pescara che faceva molta intensità davanti alla loro area. È una cosa abbastanza normale, succede a tutti: queste squadre quando si difendono così sono difficili da affrontare, poi nell’ultima mezz’ora sono calati e si sono aperti molti più spazi. Abbiamo dominato, gestito il vantaggio e sono arrabbiato per il gol preso nel finale. Potevamo evitarlo».



MERTENS - «L’esplosione di Mertens? A me sembrava molto bravo anche prima. È fortissimo a spezzare le partite a gara in corso quindi spesso viene inserito dopo. È forte come esterno, come seconda punta e anche come prima: forse fino adesso aveva reso meno rispetto a quelle che sono le sue qualità».


MARADONA - «Incontreremo Maradona? Lui è il Re assoluto di Napoli, dovrebbe avere le chiavi del centro d’allenamento, del San Paolo e della città di Napoli. È l’emblema di una città. Se avessi la fortuna di incontrarlo sarebbe molto emozionante per me».


JUVENTUS - «Cos’ha la Juve in più del Napoli? Non mi interessa della Juve, vince da tanti anni e ha uno zoccolo duro a livello di gruppo e si è costruita una grandissima mentalità. Ha la capacità di vincere anche quando non dà spettacolo ma mi sembra normale: è la società più forti d’Italia e una delle più forti in Europa. Non solo hanno qualcosa in più di noi, ma hanno qualcosa in più di tutti. Perché nessun minuto a Pavoletti o Gabbiadini? Perché la partita mi ha portato verso altre scelte e verso altre strade. Il rigore dato al Pescara? Così non sembra ma a velocità normale mi sembrava rigore anche dalla panchina».

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