Sarri non si accontenta: «Napoli, ti manca poco per diventare grande»

L'allenatore promuove i suoi dopo il 2-1 al Milan: «Potevamo mandarli ko prima, ma ora so che sappiamo vincere soffrendo»

corrieredellosport.it
01/21/2017 23:15
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MILANO - Maurizio Sarri è soddisfatto dopo la vittoria del suo Napoli a San Siro contro il Milan ma prima torna sulla frase della vigilia che gli è valsa i titoli di tutti i giornali e di tutti i media suonando come una sfida alla Juventus per lo scudetto: «Io non firmo per il secondo posto? C'è stata un'estrapolazione di una frase da un discorso più generico. Io non firmo mai per niente perché voglio sudarmi tutto e se lo avessi fatto dieci anni fa quando ero in Serie C per arrivare un giorno in B avrei fatto un errore madornale - ha detto il tecnico dei partenopei ridendo dopo il match ai microfoni di Sky Sport -. Noi dobbiamo continuare a migliorare e da domani pensare già alla prossima partita».

Qualche parola dura sul manto del Meazza e non solo: «Purtroppo in questo momento i campi in Italia sono in pessime condizioni, quello di stasera in particolare ma anche quello del San Paolo».


In collegamento con Premium Sport invece Sarri ha incassato i commplimenti di Arrigo Sacchi che gli ha rimproverato però di non aver chiuso la gara quando era in pugno con il rischio di non vincerla, unico difetto da limare per diventare una grande squadra. «Intanto ringrazio Arrigo e se faccio questo mestiere lo devo a lui perché mi ha fatto innamorare di questo lavoro. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficilissima e mi dà soddisfazione averla vinta anche soffrendo: la sofferenza non è stata una nostra caratteristica ultimamente, ma oggi questa caratteristica abbiamo dimostrato di averla. Sappiamo anche soffrire. Cosa si può fare per alzare il livello della mentalità nella lettura delle partite? Dopo mezz’ora abbiamo cominciato a palleggiare sulle zone basse del campo: non capire che l’avversario era sull’orlo del k.o. e chiudere la partita è un nostro limite, ma siamo anche cresciuti perché in altre situazioni ci saremmo spenti del tutto, mentre oggi non lo abbiamo fatto. Abbiamo portato i giocatori dall’80 al 95%, ma la parte difficile è portarli dal 95 al 100%: se vogliamo diventare una grande squadra dovremo fare questo passo, altrimenti rimarremo una buona squadra».

Poi un aneddoto del post gara e alcune considerazioni sulle mosse future: «Cosa mi ha detto Galliani? Lui è sempre molto carino con me, mi ha fatto i complimenti e i complimenti da parte di una persona che ha alzato diverse volte la Champions sono sempre graditi. Come spostare Mertens una volta che sarà rientrato Milik? Sono valutazioni che faremo più avanti e comunque è una fortuna che tra un po’ entreranno in condizione Pavoletti e Arek, non una preoccupazione». Chiusura sulla visita di Maradona: «Effetto Diego? Ho interrotto l'allenamento ma non potevo fare allrimenti. Vederlo è sempre emozionante, ma vederlo a Napoli è commovente perché lui è il simbolo non di una squadra o di una società ma di una città intera».

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