Napoli, Sarri: «Proteste allo Stadium? Tutte squadre pazze»

Sarri torna a parlare in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Crotone: «Serve la mentalità giusta»

corrieredellosport.it
03/11/2017 15:03
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NAPOLI - «Non so se Inter, Napoli e Milan siano tre squadre di pazzi o sono successi episodi discutibili nelle partite contro la JuventusNon lo so, non faccio il presidente degli arbitri. Lui continua a dire che sono i più forti del mondo». Così l'allenatore del Napoli, Maurizio Sarri, rompe il silenzio stampa tornando a parlare alla vigilia del match contro il Crotone delle polemiche per le decisioni arbitrali a Torino nell'anticipo della 28ª giornata tra Juve e Milan. «L'episodio (rigore concesso a Dybala) nella sfida tra Juve e Milan? Non lo so, ieri sera sono stato con un mio amico nuovo, si chiama Ciro (il cane, ndr). Siamo stati in giardino».


IL CROTONE - «Come si passa dal Real Madrid al Crotone? Serve mentalità, non c'è tempo per la stanchezza fisica o mentale. La squadra che ha le palle affronta l'avversario come se fosse il Real».

DOPO LA CHAMPIONS - «Cosa ha lasciato in eredità la sfida al Real? «È importante per la crescita, è stata un'esperienza forte con riscontri positivi. Spero ci abbia lasciato anche un po' di incazzatura perchè se vogliamo diventare una squadra forte dobbiamo essere arrabbiati dopo ogni sconfitta. Il clima del post di aver fatto una bella figura ci può togliere rabbia, ma i ragazzi affronteranno una gara non semplice in un momento in cui bisogna essere aggrappati alla classifica».


GLI OBIETTIVI - «Secondo posto e Coppa Italia gli obiettivi? Gli obiettivi partono da domani, dobbiamo scendere in campo sempre determinati per vincere, più ci riusciamo più possiamo ottenere una classifica di livello. Pensiamo solo a domani, le gare dopo la Champions sono sempre difficili».


LE "PICCOLE" SQUADRE - «Pochi punti con le "piccole"? Non credo sia solo un problema nostro, le squadre nella nostra fascia sono nelle stesse condizioni. La Roma pure, la Lazio ha perso in casa col Chievo. Fatta eccezione per la Juventus, il nostro campionato è diverso dagli altri, il divario non è elevatissimo con le squadre di medio-basso livello che sono organizzate e difficili da affrontare, diverse da quelli di pari livello francesi, spagnole o tedesche».

SENZA CENTRAVANTI - «Decisivo non avere un centravanti? Ci ha innescato un modo di giocare più frenetico, che porta più palle perse e ci espone a più ripartenze. Davanti sono giocatori che tentano il dribbling, o passano o perdono palla. Milik? In certe situazioni siamo stati sfortunati, l'infortunio di Milik ci ha permesso comunque di scoprire Mertens in un ruolo diverso, ma ha caratteristiche diverse. Milik è un'arma importante, ora è guarito, ma non è ancora al 100% come prima dell'infortunio, e questo è la normalità. L'anno scorso ci sono stati anche meno situazioni negative, per questo come ho già detto stiamo facendo anche meglio dell'anno scorso».

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