Serie A
FIRENZE - Luciano Spalletti commenta lo 0-0 con la Fiorentina di un Napoli ben contrastato dai viola. Alcune cose non sono andate come avrebbe voluto il tecnico: “Abbiamo giocato tantissime palle lunghe, Osimhen le riconosce poco queste palle dalla linea difensiva, non riesce a gestire la palla addosso, nell'uno contro uno non è riuscito a trovare lo spazio. E la Fiorentina andava uomo contro uomo. Siamo stati poco bravi a liberare, abbiamo fatto poche scelte da dietro a cercare passaggio più morbido che permettesse di gestire meglio la palla a quello davanti”.
Sui singoli: “Kvaratskhelia oggi è andato al di sotto del livello di quello che sa fare. Si è intestardito nel portare palla, forse ha subito un po' la fatica. Ma quel pallone per Lozano era perfetto, non si può sbagliare. Raspadori vicno a Osimhen? Cambia qualcosa, di sicuro. Oggi è entrato bene, ha creato questo movimento che ci permetteva di trovarlo libero sulla trequarti, è stato sfortunato in un paio di conclusioni. Lui è bravo tra le linee a ricevere palla: la palla addosso lui non la soffre, ha questo baricentro basso e questa forza nel girarsi su se stesso e nel gestire la palla”.
Capitolo Cristiano Ronaldo: “Non ho tempo per pensarci, si gioca spesso e ci si allena tutti i giorni, ho una squadra da far carburare ancora. Oggi i 5 cambi non hanno dato l'impulso che potevamo dare con giocatori freschi. Il Napoli società pensa a qualsiasi situazione riguardo i nostri calciatori: da quando sono arrivato han sempre detto che sono tutti sul mercato. Se ti offrono 100 milioni, è difficile per chiunque non prendere in considerazione l'offerta”.
Spiega sul mercato: “C'è tanto da lavorare ed è uno stimolo per me. Ma non abbiamo più soluzioni, sono arrivati giocatori con le stesse caratteristiche di chi è partito. Petagna è andato via ed è venuto Simeone, Raspadori per Mertens, via Fabian (è come se non ci fosse) e c'è Ndombele, Kvara per Insigne. Sono gli stessi. Forse ci sono più freschezza e voglia. Ma c'è da ritrovare personalità, carattere, qualità e blasone di chi è andato via. Si spera che i nuovi abbiano più stimoli”.
FIRENZE - Luciano Spalletti commenta lo 0-0 con la Fiorentina di un Napoli ben contrastato dai viola. Alcune cose non sono andate come avrebbe voluto il tecnico: “Abbiamo giocato tantissime palle lunghe, Osimhen le riconosce poco queste palle dalla linea difensiva, non riesce a gestire la palla addosso, nell'uno contro uno non è riuscito a trovare lo spazio. E la Fiorentina andava uomo contro uomo. Siamo stati poco bravi a liberare, abbiamo fatto poche scelte da dietro a cercare passaggio più morbido che permettesse di gestire meglio la palla a quello davanti”.
Sui singoli: “Kvaratskhelia oggi è andato al di sotto del livello di quello che sa fare. Si è intestardito nel portare palla, forse ha subito un po' la fatica. Ma quel pallone per Lozano era perfetto, non si può sbagliare. Raspadori vicno a Osimhen? Cambia qualcosa, di sicuro. Oggi è entrato bene, ha creato questo movimento che ci permetteva di trovarlo libero sulla trequarti, è stato sfortunato in un paio di conclusioni. Lui è bravo tra le linee a ricevere palla: la palla addosso lui non la soffre, ha questo baricentro basso e questa forza nel girarsi su se stesso e nel gestire la palla”.
Capitolo Cristiano Ronaldo: “Non ho tempo per pensarci, si gioca spesso e ci si allena tutti i giorni, ho una squadra da far carburare ancora. Oggi i 5 cambi non hanno dato l'impulso che potevamo dare con giocatori freschi. Il Napoli società pensa a qualsiasi situazione riguardo i nostri calciatori: da quando sono arrivato han sempre detto che sono tutti sul mercato. Se ti offrono 100 milioni, è difficile per chiunque non prendere in considerazione l'offerta”.
Spiega sul mercato: “C'è tanto da lavorare ed è uno stimolo per me. Ma non abbiamo più soluzioni, sono arrivati giocatori con le stesse caratteristiche di chi è partito. Petagna è andato via ed è venuto Simeone, Raspadori per Mertens, via Fabian (è come se non ci fosse) e c'è Ndombele, Kvara per Insigne. Sono gli stessi. Forse ci sono più freschezza e voglia. Ma c'è da ritrovare personalità, carattere, qualità e blasone di chi è andato via. Si spera che i nuovi abbiano più stimoli”.
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