Napoli, Grassi: Io, a scuola da Hamsik

La mezzala racconta i suoi sogni: Hamsik e' sempre stato il mio idolo. Da avversario gli chiedevo la maglia, ora e' la mia guida

corrieredellosport.it
03/11/2016 11:52
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CASTEL VOLTURNO - Poi quel «totem» è uscito dal poster, ch’era incollato alle pareti dell’anima, e si è messo a correre assieme a lui: così, d’incanto, come se fosse un romanzo scritto di proprio pugno, con la cresta di Hamsik che ha cominciato a sferzare l’aria e Alberto Grassi che l’assorbiva per intero. Perché era successo, ma per davvero, e quella era la realtà, non la finzione, non le suggestioni favolistiche di chi prende il mondo e se lo tratteggia a modo suo. S’era portato a casa la maglietta, la «17», appena un anno fa, era andata a chiedergliela con il «rispetto» che si deve all’uomo dei sogni ed ora era là, e poteva spiegargli il calcio ed anche Napoli, guardandola con gli occhi di chi l’ha attraversata per intero, dal basso verso l’alto, e gli sarebbe stato d’aiuto, una guida (spirituale) per fare in fretta ad essere Grassi, l’erede di Hamsik.


La spieghiamo, questa?
«Semplice: il giorno in cui Hamsik ha segnato il suo primo gol in Italia, con la maglia del Brescia al Milan, io ero allo stadio».


Ma se era un bambino...
«Che andava al Rigamonti, che viveva con l’ossessione del calcio. Io pensavo con il pallone in testa. Sono cresciuto così e mio padre non se ne faceva una ragione, perché a lui è sempre piaciuto, ma mai in maniera così dominante».


E ad Hamsik l’ha raccontata?
«Soltanto qualche giorno fa, mi sono preso il tempo giusto per entrarci in confidenza. Gli ho ricostruito l’azione. E lui ha sorriso, con stupore. Non solo gran giocatore, ma gran bella persona».


Le pesa quella valutazione: dieci milioni di euro?
«No, assolutamente. Me lo ha ricordato lei, ma dal momento della cessione, quella in cui per un attimo ci ho pensato, non avevo avuto più modo di soffermarmi».


Dicono di lei: il nuovo Marchisio.
«Lascio che dicano: io devo semplicemente impegnarmi per maturare. Marchisio rientra tra i miei calciatori preferiti, lui con Pogba tra quelli di oggi; mentre Sheva è stata la passione del passato. Però su tutti, sia chiaro, c’è Hamsik».


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