Milik: «Napoli, torno in primavera»

L'attaccante polacco parla dell'infortunio: «Ho pianto, ma tutto procede secondo i piani. La città? Non pago mai al ristorante e una volta mi hanno inseguito per 5 chilometri...»

corrieredellosport.it
11/07/2016 09:41
corrieredellosport.it

NAPOLI - "Quando ho saputo la diagnosi, ho pianto". Arkadiusz Milik racconta il suo infortunio al portale polacco SportoweFakty. "I primi giorni sono stati difficili - dice l'attaccante del Napoli -. Ero depresso, ma ho dovuto reagire. Mi hanno aiutato molto i tifosi nei primi giorni: mi hanno inviato tantissimi messaggi".

LA RIABILITAZIONE - "Mi sono chiesto: 'cos'è successo?'. Al 99%, in quelle situazioni, te la cavi al massimo con una lieve contusione. E' il mio primo infortunio grave". La riabilitazione procede, ma non è una corsa contro il tempo. "Mi alleno due volte al giorno. Dalle 9 alle 16. Poi faccio cyclette, piscina e altri esercizi supplementari per rinforzare i muscoli. Tutto sta andando secondo i piani".


LA NOIA E GLI INVESTIMENTI - "Per ammazzare la noia provo a fare cose che non ho avuto il tempo di fare prima dell'infortunio. Per esempio, investo il denaro guadagnato in cose diverse".


L'ANTIDIVO - "L'affetto dei tifosi è qualcosa di stupendo, ma non mi sento una stella della squadra - continua Milik -. C'è chi è da più tempo di me nel Napoli ed io devo ancora diventare un giocatore migliore, fare lo step successivo".

LA CITTA' - Sul rapporto con Napoli, Milik è chiaro: "Non giro molto, qui il calcio è una religione ed è difficile muoversi di pomeriggio. Se voglio fare shopping lo devo fare al mattino, altrimenti scelgo posti in cui ci sono poche persone. Tutti mi chiedono foto, autografi: naturalmente è qualcosa di bello, ma a volte c'è bisogno di prendersi una pausa dal caos e dalla frenesia".


L'INSEGUIMENTO - "Una volta - continua Milik -, due scooter mi hanno inseguito per cinque chilometri. Ad un semaforo hanno bussato al finestrino e mi hanno chiesto un autografo. Avevo paura volessero altro. I compagni di squadra, nello spogliatoio, mi hanno sconsigliato di indossare orologi costosi. Non mi è mai successo nulla, ma certe situazioni è meglio evitarle". Milik vive fuori città, tra Napoli e Castelvolturno. "Una scelta di comodità: sono più vicino al centro di allenamento ed è più facile muoversi nel quotidiano".

LA SPORCIZIA - Il giornalista polacco che lo intervista sottolinea più volte la sporcizia della città. "Ci sono i pro e i contro - risponde Milik -. Ad Amsterdam, dove vivevo prima, i giorni di sole potevi contarli sulle dita di una mano. Qui è diverso".


"NON PAGO MAI" - Napoli, per di più, è una città che vive di calcio. "Hanno insistito per regalarmi la mia statuina a San Gregorio Armeno. Qui tutto ruota attorno alla squadra, i giocatori spesso non pagano nei ristoranti. Io avrò pagato al massimo due volte su dieci".

LA DATA DEL RIENTRO - Tornando all'infortunio, Milik dice di non aver fretta per il rientro in campo. De Laurentiis si augura di vederlo in campo dal 15 gennaio, lui parla di fine marzo. "Voglio tornare il più presto possibile, ma senza accelerare i tempi. Ho una carriera davanti e ciò che sto perdendo in questo periodo lo recupererò in seguito. Tornerò in campo quando sarò al 100%. Spero in primavera".

Argomenti correlati