Mertens, firma prevista per il 7 gennaio: a Napoli fino al 2020

Il belga ha dichiarato il suo amore: respinte le avances di molti club europei. Clausola rescissoria da 40 milioni

corrieredellosport.it
12/29/2016 19:29
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NAPOLI – Il rinnovo nella calza. Diciamo nei pressi della prima partita del 2017 con la Sampdoria, in programma il 7 gennaio al San Paolo: più o meno è questo il periodo prospettato dal Napoli a Dries Mertens per mettere nero su bianco. Per firmare il prolungamento fino al 2020 di un contratto già confezionato a novembre, salvo piccoli dettagli da limare, con tanto di clausola rescissoria valida per l'estero e quantificata intorno ai 40 milioni di euro prima della grande esplosione. Dettagli, dicevamo: perché la base, solidissima, è l'assoluta volontà di Mertens di continuare l'esperienza azzurra. Per intenderci: rifiutate in serie le proposte di Inter, Wolfsburg, Siviglia e anche Atletico Madrid. Niente, non ce n'è per nessuno: Dries vuole soltanto il Napoli. E attende la convocazione a Roma.


CHIODO FISSO - E allora, il rinnovo più atteso: inutile girarci intorno, l'uomo del momento è lui. Mertens. Pokerista e recordman, capolavori e gol. E poi amore vero: nel corso della trattativa con il club, cominciata nella stagione precedente con un manager danese (Soren Lerby) e poi proseguita con due avvocati di Bruxelles, una sola cosa non è mai stata in discussione: la volontà del giocatore. Napoli nel cuore e nella mente: d'accordo i lunghi negoziati, articolati tra proposte e rilanci, però il pittore fiammingo del San Paolo non ha mai avuto dubbi sulla possibilità di continuare a respirare l'aria di una città che adora e l'aria di una squadra che gli ha permesso di esplodere definitivamente in campo internazionale.


PER LA VITA - Se vogliamo, considerando che Mertens compirà 30 anni il prossimo 6 maggio, il prolungamento fino al 2020 vale quasi un contratto per la vita: è con il Napoli, salvo complicazioni, che vivrà il fiore degli anni sportivi; è Napoli che ne sta già godendo il massimo splendore in termini di prestazioni e gol (è a quota 15, 11 in campionato e 4 in Champions, suo primato personale da quando è in Italia). Appena è arrivata la continuità, puntuale è arrivata anche l'esplosione del suo straordinario talento coronata dal tris di Cagliari, dal poker con il Torino e dal graffio con la Fiorentina: in azzurro non aveva mai segnato per tre partite consecutive. «Non avevo mai neanche giocato tre volte di fila», la divertita risposta da scugnizzo ricamata proprio a Firenze.

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