Napoli, adesso irrompe il ciclone Milik

L’attaccante sta bruciando le tappe: può andare in panchina già in Coppa Italia contro lo Spezia

corrieredellosport.it
12/31/2016 09:34
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NAPOLI - Meno.... Meno quindici, o forse sedici: meno di quanto si temesse, perché il conto alla rovescia procede, e velocemente, e la sagoma d’un bisonte s’intravede in vicinanza. Napoli-Pescara, quasi ci siamo, arriverà il quindici gennaio, aprirà il girone di ritorno e magari consentirà ad Arkadiusz Milik di prendersi finalmente sul serio, di cancellare quelle tracce di malinconia che l’avevano afferrato ad ottobre, lanciando nel frullatore della disperazione, quasi della depressione, facendolo piangere, prima che i medici - il professor Mariani, il dottor De Nicola - gli tracciassero un orizzonte nuovo. «Cento giorni».


L’EPIFANIA - Lunedì 9 gennaio, quando ormai il pallone ha ricominciato a rotolare, Arkadiusz Milik andrà a Villa Stuart, anticipando di ventiquattro ore un appuntamento fissato sull’agenda ed avvolto nell’ansia: ma i segnali sono incoraggianti, non è semplice percezione d’ottimismo, è la cura energizzante della fatica e del sacrificio che il polacco ha assorbito per intera e che già due settimane fa, lo spinse ad osare: «Io spero di essere pronto per fine gennaio, poi il 15 febbraio si va a Madrid». E al «Santiago Bernabeu » non rappresenterà un’ombra, né un invitato speciale, perché se in questa decina di giorni l’evoluzione diventerà inarrestabile, allora domenica 15 gennaio con il Pescara gli toccherà la panchina, che potrebbe essere sua anche con lo Spezia in coppa Italia, o magari a Milano, san Siro, un’altra cattedrale da attraversare su quell’invitante prato nel quale Milik conta di tuffarsi da un bel po’, da quando s’è confessato, tra l’Italia e la Polonia, a taccuini e telecamere. «Io non vedo l’ora di giocare, perché il calcio è la mia passione, è quello che so fare e che amo fare».

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