Insigne: «Il mio rinnovo dipende da De Laurentiis»

L'esterno del Napoli: «Al presidente ho detto abbastanza, ho fatto quello che dovevo fare e con la mia coscienza sto a posto. Ora tocca a lui se vuole proseguire questo matrimonio altrimenti ognuno va per la sua strada»

corrieredellosport.it
03/21/2017 14:19
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ROMA - Lorenzo Insigne vuole restare al Napoli ma allo stesso tempo manda un messaggio al presidente Aurelio De Laurentiis: «Al presidente ho detto abbastanza, ho fatto quello che dovevo fare e con la mia coscienza sto a posto. Se vuole proseguire questo matrimonio tocca a lui altrimenti ognuno va per la sua strada». Dal ritiro della Nazionale l'esterno del Napoli, in un'intervista alla Rai, ha parlato soprattutto del suo futuro e chiarisce: «Il contratto? I matrimoni si fanno in due. Da questa estate ci siamo incontrati e il primo incontro non è andato benissimo ma io dal primo giorno ho lavorato ma poi per il contratto ci sono gli agenti e vedremo. Io ho dato la mia disponibilità e spero che il presidente accolga i miei messaggi. Rispetto all'estate ho fatto passi indietro da un punto di vista economico perché gioco per la mia città. Ci sono state offerte da altre società al tempo delle giovanili perché con mio padre non avevamo nulla ma non ho sentito la necessità di andare via. Poi se il sogno si infrangerà non dipenderà solo da me. Io il mio sogno era quello di giocare in Serie A con la maglia del Napoli e vincere qualcosa di importante. Continuerò a farmi "ammazzare" per il Napoli poi se un giorno qualcuno vorrà infrangere il mio sogno di vincere ci rimarrò male ma poi bisognerà andare avanti. Fiducioso? Sto aspettando loro, ora penso alla Nazionale ma se loro mi vogliono incontrare darò sempre la massima disponibilità».


LA CRESCITA DI INSIGNE - Insigne poi parla della Nazionale e della sua crescita negli ultimi anni: «Talento? Il merito è della squadra e dei compagni ma soprattutto del mister (Sarri, ndr) che mi ha dato fisucia, Io cerco di dare il massimo. È un grande allenatore e mi sta dando tanto. Esprimiamo un bellissimo calcio, siamo giovani e cerchiamo di mettere in atto quello che ci chiede. Con Zeman ero giovane, molto giovane, poi sono cresciuto con Rafa Benitez, ha dato tanto al mio percorso di crescita e con lui ho curato anche la fase difensiva. Spero di fare ancora tanto. Cosa è rimasto dello scugnizzo? Non è cambiato tanto, faccio le solite cose, ma più riservato perché sto negli occhi della gente. Io mi faccio voler bene da tutti. Se è difficile girare per le strade? Per noi a Napoli, non solo per me ma anche per i miei compagni, l'affetto è grande. I tifosi ci amano. Il rapporto con Napoli? Con la città è bellissimo. Negli scorsi anni mi chiedevano qualcosa in più ma in questo periodo mi stanno apprezzando tanto. Io do il massimo per questa maglia. La mia famiglia? Sono contento che mi siano vicini. I miei genitori mi hanno dato tanto perché abbiamo avuto tante difficoltà. Non mi hanno fatto mai mancare nulla, facendo sacrifici. Io ho anche lavorato per dare una mano e andavo e poi andavo agli allenamento del settore giovanile del Napoli. Il mio sogno si è coronato. Ringrazio anche mia moglie che mi sopporta, soprattutto all'inizio del campionato che mi sentivo giù e miei figli per il loro sorriso».


SULLA NAZIONALE - Il discorso di Insigne poi vira sulla Nazionale: «In Nazionale è bellissimo perché ritrovi compagni con i quali hai già giocato come Immobile e Verratti. Io con questa maglia darò il massimo ogni volta ce verrò chamato in causa. Io punto fermo della Nazionale? Fa piacere ma devo dimostrare ancora tanto, spero di mettermi in mostra ma accetto tutte le scelte del mister. Poi se voglio diventare un giocatore importante per la Nazionale devo guadagnarmi la fiducia. Ora dobbiamo lavorare perché venerdì c'è una partita importante contro l'Albania. Il mister (Ventura) deve parlare con i singoli poi vediamo. Buffon 1000 partite? Abbiamo scherzato sulle prossime sfide dopo la sosta in casa contro la Juve ma niente di che. Sui record lui è una leggenda del calcio italiano e mondiale e ci darà una mano per crescere. L'Albania? Rispetterò le scelte del mister ma noi dobbiamo stare tutti pronti perché chiunque giocherà dovrà dare il massimo altrimenti non potremo giocarci la qualificazione con la Spagna. Sarà una partita difficile perché ci saranno molti calciatori che giocano nel nostro campionato ma noi possiamo metterli in difficoltà. Modulo? Possiamo esprimerci con qualsiasi modulo, dipende come vuole giocare Ventura e possiamo mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Nazionale giovane? È giusto che ci siano, poi sta a noi giovani dare continuità al lavoro che facciamo con il club e metterlo in pratica anche in Nazionale».


IL CAMPIONATO ALLE 12.30 - Chiosa finale sul campionato alle 12.30: «Giocare alle 12.30? Finché ci dicono di giocare noi facciamo i professionisti. Se dobbiamo giocare all'ora di pranzo lo facciamo. Non importa».  

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