Napoli, Sarri a vita: la svolta al Bernabeu

Dal gelo di Madrid alla vittoria spettacolare con la Lazio così ora il tecnico può diventare il Ferguson del Napoli

corrieredellosport.it
05/11/2017 07:46
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ROMA - Lo chiameranno sir, forse: e magari accadrà sul serio, lasciando che il calcio, pure quello italiano, faccia sue tradizioni altrui, abbracciandosi alla prospettiva dell’eternità. «Io sono contento che Sarri sia diventato un idolo». E’ il mondo che cambia, lasciando che il pallone la smetta di rotolare nervosamente sul ciglio d’un precipizio e resti ostaggio, nel tempo, della legge ossessionante del risultato: la Grande Bellezza è (anche) nella rappresentazione della diversità, nella capacità di sentirsi vivi - e partecipi - pur senza poter andare in giro con una medaglietta al petto. Lo chiameranno Alex, chissà, perché farebbe il verso a Ferguson, il totem d’una Filosofia che si è sviluppata al Manchester United dal 1986 al 2013: «Questa è casa sua ed io ho rispetto di lui, della sua storia, del suo pensiero. Il suo calcio, attraverso una formula cinematografica molto avvincente, è spettacolare. Se vuole, Maurizio può restare qui a vita». Così parlò De Laurentiis e in bellavista c’è un futuro che rapisce, la sintesi d’un Progetto, una spolverata - ultima, definitiva, decisiva - a ciò ch’era eventualmente rimasto, sedimentandosi, da Madrid, quando ci scappò una frizione poi (immediatamente) ricomposta. Eccole qua le tappe d’una fusione (anche) ideologica, dunque l’incoronazione di Sarri da parte di De Laurentiis.


CONVERGENZA - Cosi (ri)nasce un amore, peraltro mai seriamente inacidito, in cui la contrapposizione è autentica, il contraddittorio vivace ed il dialogo trasparente: ma l’uno e l’altro, presidente & allenatore, convivono cordialmente su certezze reciproche, su quella teoria che il calcio si produca attraverso un modello alternativo, offrendo spettacolo, divertendo. Il colpo di fulmine - giugno 2015 - esplode fragosamente intorno alla costruzione d’una favola, un’Eccellenza da modellare nel tempo, che De Laurentiis lasciò scivolasse via con leggerezza durante la complessa fase d’avvio, una sconfitta e due pareggi: «La strada è questa». Gli uomini non fingono e ognuno, chiaramente, s’esprime a modo suo, chi nel proprio, provocatorio vernacolo, e chi attraverso sortite cinematografiche: fedeli a se stessi, probabilmente anche «complici» perché entrambi consapevoli d’essere espressione d’una rivoluzione tecnica, tattica e complessivamente ideologica.

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