Napoli, Sarri: «Che gioia allenare questa squadra!»

L'allenatore azzurro: «Io come Ferguson? Per la durata non so, ma non sarò un manager»

corrieredellosport.it
07/09/2017 20:23
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DIMARO (TRENTO) - Il Napoli è tornato al lavoro per preparare la nuova stagione. Il prossimo campionato si prospetta entusiasmante: il primo obiettivo è la qualificazione ai gironi di Champions League che passerà necessariamente attraverso i preliminari e poi gli azzurri vorranno migliorare quanto già fatto di splendido lo scorso anno. Maurizio Sarri, insieme ad Allan e Insigne, durante il ritiro di Dimaro, hanno risposto alle domande dei tifosi che hanno gremito il teatro Folgarida per un'occasione veramente speciale. Un momento intimo e unico tra la squadra e i fan. «Io come Ferguson? - ha detto Sarri - non nella veste di manager, io vivo del lavoro che faccio in campo. Qualunque sia la durata, la gioia di aver allenato questa squadra non me la toglierà mai nessuno»


MANAGAER? NON MI INTERESSA - «Io il Ferguson del Napoli? Fare anche il manager non mi interessa. A me interessa il campo, - ha continuato l'allenatore azzurro - tutto il resto toglie tempo ai miei giocatori. Giuntoli è un grande direttore sportivo, andiamo d'accordo in maniera straordinaria: anche quando prende qualcuno che non conosco mi fido di lui. Io non faccio mercato, il mio compito è migliorare i giocatori, il mio compito non è prendere giocatori che costano 100 milioni».


NESSUN RIMPIANTO - «Abbiamo fatto un po' di fatica dopo l'infortunio di Milik, ma grandi rimpianti non ci sono per me. Ho sicuramente sbagliato qualcosa, ma non ho grossi rimorsi. Il presidente manifesta le proprie idee in una certa maniera, ma basta conoscerle le persone. A volte può svalvolare, ma il giorno dopo torna la stessa persona di sempre. Basta saperlo contenere, ma non è un grande compromesso. Gli incidenti di percorso non sono solo per noi, ma anche per le altre squadre. Quello che mi interessa è la continuità, l'abbiamo persa solo per 20 giorni, nelle partite con Roma, Atalanta e Besiktas, tutto nell'arco di 20 giorni. L'obiettivo è eliminare un periodo del genere, ma si può avere la presunzione di non lasciare punti alle piccole squadre. E' da capire se quei 20 giorni che abbiamo avuto sono figli di un disagio tattico o se la squadra ha perso la capacità di tenere l'attenzione, forse tutte e due le cose, ma dal punto di vista dell'applicazione la squadra è cresciuta. L'ho vista convinta dei propri mezzi, che dava l'idea di divertitrsi, ma che non si accontentava e che voleva fare punti»


E LA VAR?«Il discorso della VAR è un qualcosa da valutare e da chiarire, non mi sembra che i primi tentativi siano stati di alto livello. bisogna dichiarare chi sono i 2-3 arbitri che decidono guardando le immagini, perché voglio sapere chi decide le mie sorti, non ho capito ancora bene il meccanismo, ma io voglio che si conoscano anche i nomi di chi fa la Var, se ci danno un rigore contro, voglio sapere chi è che prende questa decisione»

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