Ghoulam: «Darò tutto per vincere col Napoli». E sul rientro...

Il terzino sinistro, pronto a tornare in campo dopo il ko nella sfida contro il Manchester City, parla del premio ricevuto, dell'infortunio, del 2017 e di Koulibaly

corrieredellosport.it
01/16/2018 18:01
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NAPOLI - Doveva rientrare non prima di 90 giorni, invece, è già pronto. Faouzi Ghoulam, reduce da una brutta lesione al legamento crociato del ginocchio destro, sembra già guarito e potrebbe tornare in campo prima del previsto. Il terzino sinistro, fondamentale nello scacchiere tattico di Sarri, è pronto a bruciare le tappe tanto che ha già dato la disponibilità al tecnico in vista del prossimo turno di campionato, ovvero la sfida contro l'Atalanta in programma domenica 21 gennaio alle 12.30. D'altronde, l'algerino non ha mai smesso di lottare per tornare in campo: «Quanto mi è accaduto - rivela Ghoulam ai microfoni di Tv Luna - mi ha fortificato, tornerò presto e più forte di primaHo chiesto al dottore di farmi giocare fino a maggio, dopo se avrò altri problemi non fa niente. Voglio che il mio corpo regga fino a fine stagione, poi ci sarà tempo per rilassarci in vacanza».

PALLONE D'ORO - E sulla vittoria del Pallone d'Oro algerino 2017 non sono mancati i ringraziamenti ai suoi compagni: «Senza il loro aiuto non avrei mai ottenuto questo trofeo. Non mi aspettavo di vincerlo, ai premi individuali penso poco, tendo a pensare alla squadra e sono un difensore. Mi ha fatto piacere ovviamente. Come l’hanno presa i miei familiari? I miei genitori sono legatissimi all’Algeria, per loro è stato importante. Sono orgoglioso di essere algerino e di aver vissuto un 2017 fantastico con il Napoli».


2017, CHE ANNO! - Un 2017 pieno di episodi: dal primo gol in azzurro al primo grande infortunio: «Ci sono stati alti e bassi - continua il terzino sinistro -, ma l’infortunio non mi ha disturbato. Sono credente, e so che in ogni difficoltà c’è sempre un lato positivo: ho sentito la vicinanza della gente di Napoli e dell’Algeria, non me l’aspettavo. Ho sentito un affetto che mi ha consentito di accorciare i tempi di recupero lavorando duro. Essere riusciti a bruciare le tappe è stato merito dei dottori del Napoli, che sono una cosa pazzesca. Non me ne rendo ancora conto, ma ogni volta che scendo in campo sento il mio ginocchio che va benissimo e voglio ringraziarli tanto per questo. Hanno lavorato 10 ore al giorno per me, tra le doppie sedute e il lavoro a casa».

KOULIBALY -  «Koulibaly? Per me ormai non è più un amico, è un fratello, fa parte della mia famiglia. Sarò sempre al suo fianco quando avrà bisogno fino alla fine della mia vita. Ho tre amici così importanti per me, Kou è tra questi ed è una persona speciale».


MANCANZA - «Cosa mi è mancato? La lotta per gli obiettivi importanti della squadra. So che i ragazzi non hanno bisogno solo di me, ma voglio vincere per questa città, sento nell’anima la voglia di combattere. A fine stagione ci siamo detti delle cose, e l’obiettivo che ci siamo dati è diventato per me una ragione di vivere».

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