Napoli, Jorginho: «Ancelotti non mi ha chiamato, ora non penso al mercato»

Il centrocampista della Nazionale, corteggiato dal City: "L'arrivo del nuovo allenatore è stata una sorpresa ma è un gran colpo, con uno come lui normale cambiare qualche idea..."

10maggio87.it
05/30/2018 13:16
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FIRENZE - Jorginho è azzurro. Azzurro Italia, azzurro Napoli, azzurro Manchester City, se la trattativa si concluderà. Qualsiasi sia il suo futuro, il regista vuole essere al centro di un progetto. "Non so se sono diventato indispensabile per la Nazionale, ma tutti quelli che stanno qui l'hanno meritato. Il c.t. Mancini sta provando a darci qualcosa in più, una identità, dobbiamo continuare su questa strada - spiega il centrocampista azzurro dal ritiro della Nazionale -. La cena di gruppo fuori ritiro di ieri? Ripartendo con tanti giovani occorre fare squadra perché è indispensabile. Stiamo iniziando un percorso e non possano fare a meno di stare bene tra di noi, creando un ambiente con tanto entusiasmo. Adesso poi arriva la Francia, una delle nazionali più grandi che ci siano. Per quanto mi riguarda, io cerco solo di ripagare la fiducia che viene posta su di me, provando a dare tutto quello che ho e rimanendo sereno per aiutare una Nazionale che merita di ripartire alla grande. Mancini è arrivato in una situazione diversa rispetto ad altri c.t. che ho conosciuto (4 in 6 partite, ndr). Ci sta trasmettendo serenità, fiducia ed entusiasmo, e lo sta facendo alla grande. Vuole sempre che proviamo a giocare a calcio e tenere la squadra corta, sia se pressi alto o difendi basso. Con la Svezia abbiamo vinto e siamo fuori, ma non possiamo piangerci addosso, dobbiamo ripartire per portare l'Italia dove merita di essere. Io comunque al Mondiale tiferò Brasile".


ANCELOTTI E IL NAPOLI - Passando all'azzurro Napoli, non è un mistero il corteggiamento di Guardiola per portarlo in Premier, ma l'arrivo di Ancelotti al Napoli forse ha cambiato le carte. "È stata una sorpresa per tutti - dice - ed è stato un gran colpo. Uno come lui che ha vinto tutto può sempre dare qualcosa in più. Occorre però dare merito a Sarri per quello che fatto. Dobbiamo dirgli grazie. Io in primis; venivo da un anno difficile con Benitez, mi ha insegnato tanto e occorre fargli un in bocca al lupo per il futuro. Ora toccherà ad Ancelotti che può dare un grande contributo visto quello ha fatto in tanti anni. Mercato? Per adesso non ci penso. Mi concentro sulle prossime due partite. Certo però che con l'arrivo di uno come Ancelotti, su cui senti solo belle e grandi cose, è normale che certi pensieri li fai e altri possono cambiare, anche se a me non ha telefonato". A Napoli il timore è quello di un esodo. "È un gruppo formato da ragazzi straordinari, pronti sacrificarsi. Se alcuni di questi andassero via, chi arriverà dovrà essere pronto a fare la stessa cosa o anche meglio".

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