Ancelotti: «Qui per vincere. Cristiano Ronaldo? Ho parlato solo con Giuntoli...»

L'allenatore del Napoli in conferenza stampa nel ritiro di Dimaro: "Non sono venuto a pettinare le bambole: ad aprile vedremo dove saremo arrivati. Hamsik? Può giocare centrale: cerchiamo un terzino destro"

10maggio87.it
07/11/2018 12:57
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DIMARO - "Non sono venuto qui a pettinar le bambole ma per vincere". Ancelotti usa la metafora di un altro famoso Carlo, Mazzone, per entrare diretto nel cuore dei napoletani e parlare da leader vero, "il nostro centravanti è lui" sottolinea Il presidente De Laurentiis. "Sulla mia scelta ha inciso la voglia di tornare in Italia, in una società che intende migliorare, una squadra che mi soddisfa, con un gioco interessante vicino alle mie idee. La sfida è sempre la stessa: di rendere competitivo questo Napoli. Stare più a lungo possibile in tutte le manifestazioni, arrivare in aprile in corsa e poi vediamo cosa succederà". A proposito di Ronaldo si diverte anche a dare una battuta: "Dicono che ci siamo sentiti. Io avrei sentito tanti di quei giocatori in questo periodo di mercato... Ma la realtà è che io ricordo di aver parlato tantissimo con un altro Cristiano, Giuntoli nostro ds. Ronaldo è tra i migliori se non il migliore. Ma magari fra 10 anni si dirà che nel 2018 sono tornati CR7 e Ancelotti..."


SARRI - L’eredità di Sarri non lo preoccupa: "È un vantaggio, non sono qui per cancellare, filosofia e stile sono simili. Mi piace squadra che controlli il gioco che è corta, concetti importanti. Una delle prime cose dette al presidente: cerchiamo di tenere quelli che ci sono, abbiamo giovani molto bravi e abbiamo trovato ottime soluzioni. E poi a me Hamsik centrale mi piace ha grande esperienza da mettere a disposizione del gruppo e proprietà di palleggio tali che in questo ruolo da regista, magari con un minor dispendio di energie, sono convinto farà benissimo". Poi uno sguardo a Napoli: "Mi piace l’ambiente, da avversario ho vissuto momenti esaltanti e mi stimola l’idea di regalare gioie a questa gente. Vivrò in città perché è una bella città. Ha un panorama magnifico".


SOLUZIONI - Ancelotti molto motivato dalla nuova scelta, entra anche nello specifico su come plasmerà la squadra: "Gruppo sano, non ho mai allenato nessuno di questi. Giovani bravi ed esperti come Albiol, Callejon e Hamsik che possono aiutare molto. Po in attacco abbiamo tante soluzioni. Mertens può giocare dietro la prima punta e comunque rendersi efficace fra le linee come Insigne. Verdi molto bene nella trequarti. Mentre Callejon è formidabile ad attaccare più la profondità e come esterno. Questo significa che avremo soluzioni diverse nello stesso ruolo per essere più efficaci. Il centravanti? Milik ha dimostrato grande efficacia quando è stato bene. E poi abbiamo Mertens e Inglese che sono affidabili. Modulo? 4-2-3-1 o 4-3-3 significa poco, si può giocare in un modo con la palla e in un altro senza".


DIFESA - Sulla difesa attende l’esterno destro ma ci tiene a sottolineare: "Sono contento che Albiol sia rimasto e abbiamo un gruppo di centrali molto forte, con Maksimovic tornato in gran forma. Su Ghoulam abbiamo riscontri positivi e presto sarà a disposizione. E stiamo valutando anche Luperto. Meret giovane talento che ha già fatto bene. Mi piace perché è bravo con le mani, perché deve soprattutto parare. Che poi sia bravo coi piedi o salga sugli alberi va bene ma conta che pari. E poi abbiamo Karnezis che ha esperienza e può aiutare".


RUIZ - Un altro profilo molto intrigante per Ancelotti è Fabian Ruiz: "Giovane completo, può giocare centro destra o sinistra. Non credo davanti alla difesa. In Spagna ha fatto molto bene".


OBIETTIVI - Un occhio alla Champions e uno al campionato: "Siamo in seconda fascia in Europa e punto a superare il girone. Poi vedremo se saremo cresciuti ancora come spero. Questa squadra è già cresciuta e i miglioramenti dovranno essere una combinazione di conoscenze ed esperienze Il Napoli ha fatto un campionato straordinario. Ma lo scudetto si può vincere anche a 85 punti. La Var? Mi pare sia andata bene, ne va migliorata l’applicazione (De Laurentiis a fianco avrà a che ridire). Spero anche l’Uefa la applichi. Perché l’avessi avuta due anni fa in Real-Bayern...". Poi chiarisce sulla Nazionale: "Il mio desiderio era quello di continuare con un club mi diverto molto nel rapporto quotidiano col campo e i giocatori. Il Selezionatore è un lavoro diverso. Fin quando non cambio chip...". Chiude con un flash sul Mondiale che è una dichiarazione d’intenti sul lavoro che sta preparando. "Qualità di gioco interessante, sorprendente. Anch’io aspettavo il Brasile. Invece questo Mondiale ci sta insegnando che la differenza non la fa la singola stella, ma un gruppo di giocatori che lavorano bene insieme". Il suo Napoli vuole essere questo.

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