Dopo tre mesi Lozano al Napoli è ancora un oggetto misterioso

L’acquisto più costoso dell’era De Laurentiis ha deluso anche contro il Salisburgo. Dall’ambientamento difficile agli equivoci tattici: cominciano a cadere tutti gli alibi

gazzetta.it
10/24/2019 09:30
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NAPOLI - Tre mesi dopo, Hirving Lozano è ancora alla ricerca della propria identità. Manca all’appello, questo ragazzo, e l’ambiente s’interroga sul perché di questo ritardo. E’ mancato lui, ieri sera, nella festa del Napoli. E’ stato detto e scritto un po’ tutto sui motivi del suo flop, finora. S’è parlato di un ambientamento difficile, di difficoltà tattiche, dell’allenatore che non lo utilizzerebbe per quelle che sono le sue caratteristiche. Ma poi, osservandone le prestazioni, ci si accorge che c’entrano poco o nulla queste considerazioni.


Ancelotti non l’ha mai perso di vista, lo segue quotidianamente con grande attenzione, motivandolo continuamente. Ieri sera l’ha voluto coinvolgere in quella che sarebbe potuta essere una partita da dentro o fuori, incurante di quanto l’attaccante messicano non avesse garantito in questi tre mesi. L’allenatore è andato oltre, ribadendogli la piena fiducia, gli affidato il compito di provare ad aprire la difesa austriaca, magari con quelle accelerazioni difficili da contenere o con quel suo attaccare la profondità. Nemmeno stavolta, però, è riuscito a essere concreto, a garantire una prestazione sufficiente tanto che dopo un quarto d’ora dall’inizio della ripresa, Ancelotti lo ha sostituito, inserendo Lorenzo Insigne, che poi ha realizzato il gol vincente.


Ha dovuto sborsare 42 milioni di euro, Aurelio De Laurentiis, per acquistarlo dal Psv Eindhoven, una spesa che non aveva mai fatto prima, tanto che l’ingaggio dell’attaccante messicano è stato il più costoso nei suoi 15 anni di gestione Napoli. Sono trascorsi tre mesi, però, dal suo arrivo a Napoli, ma delle doti di questo ragazzo, finora, non s’ è visto nulla. Potrebbe essere prematuro, probabilmente, parlare di un caso Lozano. Ma sta di fatto che l’attaccante fa fatica a inserirsi negli schemi dell’allenatore. E’ stato provato da esterno sinistro, quello che dovrebbe essere il suo ruolo naturale; da seconda punta e da attaccante centrale senza, però, trovare la giusta dimensione. Domenica, a Ferrara, ritornerà nuovamente in panchina, il Napoli ha bisogno di tenere il passo di Juventus e Inter e, dunque, non potrà attendere. Milik è rimasto fuori a Salisburgo e dovrebbe rientrare al centro dell’attacco al fianco di Mertens o Insigne, ammesso che Ancelotti decida di fare turnover e far riposare l’attaccante belga.

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