De Laurentiis: «Avvoltoi sui gioielli del Napoli, ma non faremo sconti»

Il presidente azzurro dal ritiro di Castel di Sangro: “Non faremo una campagna di saldi, quindi potrebbero restare anche quelli che oggi sembrano in partenza. Koulibaly via? Chiedete alle big"

corrieredellosport.it
08/25/2020 14:43
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CASTEL DI SANGRO - "Se sommiamo gli acquisti dello scorso ritiro e quelli di quest’anno, abbiamo sforato il tetto dei 300 milioni. In questo momento, sul campo di allenamento, abbiamo 35 giocatori e manca Petagna, positivo al Covid per colpa del fratello. Le rose dovrebbero essere di 25 giocatori, quindi ci sono 11 elementi in esubero. Quindi, bisognerà capire come va il mercato”. Nel primo incontro pubblico nel ritiro del Napoli a Castel di Sangro, Aurelio De Laurentiis parla subito di mercato: “Non faremo una campagna di saldi, quindi potrebbero restare anche quelli che oggi sembrano in partenza. Ci sono avvoltoi che stanno aspettando per colpire in picchiata. Ma noi abbiamo corazze impenetrabili, quindi si sbeccheranno e non otterranno ciò che vogliono ai prezzi che gli farebbero comodo. Se Koulibaly resta? La domanda non va fatta a me, ma al Manchester United, al Manchester City, al Psg. A tutti i club che possono permettersi di pagare certe cifre. Vi do una primizia visto che si parla sempre e solo di mercato: oggi abbiamo rinnovato il contratto di Zielinski".


"Il campionato non doveva partire prima di ottobre e sono felice che Gravina la pensasse come me, invece ho ottenuto soltanto una settimana in più in Lega. Serviva tempo per capire l'evoluzione del virus, non sappiamo nemmeno come ci potremo muovere tra regioni. Qui non ci ha capito niente nessuno - ha aggiunto - Non ci ha capito nulla il Comitato tecnico scientifico, anche se è composto da onestissimi professionisti, non ci hanno capito nulla gli scienziati e neppure il Governo. Guardate l'America, sta in condizioni disperate. Noi avremmo dovuto chiudere le frontiere dell'Italia, era la prima cosa da fare, invece abbiamo riempito le discoteche".


"Il campionato ha un format talmente vecchio e superato che ben vengano le novità. Il cambio di format è un problema che riguarda la Federcalcio, un problema di cui probabilmente sentiremo parlare dopo il 31 agosto ma non bisogna accogliere le novità come se fossero un male, perché molto spesso aggiustano il tiro su ciò che da tempo è sempre stato sbagliato”.


"Ceferin non ha capito che ci vuole un grande rispetto per i tifosi, perché senza di loro non potrebbe organizzare nulla. E dunque la prima cosa che va rispettata sono i campionati nazionali: il resto non conta, viene dopo. Ripartire con gli stadi chiusi giocando tre giorni mi pare una follia - ha aggiunto - In nome di cosa? Sembriamo attori scritturati per recitare una commedia, ma chi l'ha scritta? Ceferin? Dobbiamo lavorare per lui o è lui che dovrebbe lavorare per noi? Dobbiamo sfasciare tutto per rispettare le sue date?”.


Diritti televisivi? Ci sono diverse proposte. La mia vision era quella di modernizzare tutto con una governance molto professionale, togliendo all’Assemblea della Lega la possibilità di ribaltare tutto ogni volta. Scegliere un programma per i prossimi 6 anni. Erano venuti fuori un minimo di 15 miliardi. Molti furbastri, giocando sulla divisione tra squadre in Lega, hanno giocato un po’ male e se ne sono approfittati. A me ha fatto piacere perché ha fatto impennare però a noi manca un miliardo all’anno, rispetto a quello che abbiamo sempre fatturato perché schiavi di una vecchia mentalità e della legge Melandri che ha distrutto il calcio italiano”.

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