Napoli, Hamsik a Udine per fare la storia

A Udine salirà sul podio degli azzurri più presenti raggiungendo Ferrario a 396 partite. Davanti solo Bruscolotti e Juliano

corrieredellosport.it
04/02/2016 10:49
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NAPOLI - Da Udine ad Udine: dalla prima a quella di domani. Sono passati la bellezza di otto anni e mezzo dall'esordio di Marek Hamsik lontano dal San Paolo (2 settembre 2007), e quella volta non si può scordare, perché i monelli di Reja la fecero davvero grossa al Friuli. Fu blitz di "manita", con le cinque ditate di Zalajeta (2), Lavezzi, e poi Domizzi e Sosa, che hanno indossato nel tempo entrambe le maglie. E fu subito cancellato l'amaro esordio casalingo in serie A ad opera del Cagliari corsaro (0-2). Quella volta non segnò, ma poi, durante tutta l'infinita ed appassionante liaison con l'azzurro, il capitano ha servito il poker ai friulani. Come al Milan, al Chievo, allo stesso Cagliari e persino al Villarreal. Ma in Friuli Hamsik arriverà all’ennesima piccola-grande soddisfazione. Con la presenza di domani, “mastro” Marek, che a Castel Volturno ha casa e bottega, raggiungerebbe Moreno Ferrario al terzo posto per presenze assolute in azzurro (396), dopo averlo scavalcato (di una) con 311 in serie A. Davanti a lui restano solo Bruscolotti e Juliano. E non finisce qui: con l’Udinese, partendo dall’inizio, sarebbe la trentunesima volta di fila in campionato. Tutte da titolare. Zero panchine, zero squalifiche, zero infortuni, e a zero pure tutte le chiacchiere.


L'AGGANCIO - Quattro gol in quindici incroci e perciò la prossima avversaria del Napoli dovrebbe fare molta attenzione. Poiché Marekiaro è, mai come ora, desideroso di metterla dentro per affiancare il Pibe, fermo a quota 81 in campionato. Gliene manca quindi solo uno. Il tempo c'è, e ce n'è in abbondanza anche per continuare a scalare tutti i tipi di classifiche. Ma lui vuole segnare al più presto: vuoi per raggiungere quel secondo posto in condominio (alle spalle di Vojak), che per portarsi al di sopra del suo record negativo in maglia azzurra. Ovvero le sette reti, come adesso, della stagione 2013/14. La prima di Benitez, quella maledetta dell'infortunio nel bel mezzo del cammino, e di quella posizione in campo che proprio non gli scendeva giù. Vabbè, acqua passata e verve completamente ritrovata.


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