NAPOLI - Tutto ha inizio alla fine della stagione 1998-99 quando grazie alle 8 reti di Stefan Schwoch, ingaggiato a Gennaio dal Venezia, il Napoli chiude il campionato al nono posto dopo ottime prestazioni soprattutto in casa.
Corrado Ferlaino decise, allora, di prendere in mano la situazione tecnica e ingaggiò, nell'estate del 1999, l'allenatore al quale sarà più legato nei suoi 33 anni di presidenza: Walter Novellino, reduce da una buona stagione al Venezia. "Monzon", irpino d'origine, nel 1984 a un passo dal Napoli da calciatore, si presentò come "sergente di ferro", ciononostante legò molto con i calciatori. Nel ritiro di Predazzo fece allenare i portieri bendandogli un occhio e urlando: «Voglio personalità, tutti come Turrini e Lopez». Con i suoi giocatori si comportava come un fratello maggiore, li ascoltava, offriva consigli e poteva ordinare di spegnere i telefonini a tutta la truppa senza che a nessuno venisse in mente di protestare. Con lui vennero acquistati Stellone, Mora, Oddo, i suoi pupilli Miceli e Lucenti, Robbiati, Bigica, Alessi e a gennaio Asta e Galletti, esterni essenziali per il suo 4-4-2 aggressivo. Con loro un giovanissimo Matuzalem, appena diciannovenne, che Novellino plasmò in tutti i sensi. In campo gli fornì le misure tattiche, fuori dal campo correva a prenderlo di notte nei localini di Chiaia per rimetterlo in riga. Sarà ricompensato. Quel Napoli dimostrò cuore e buona qualità, soprattutto ragionava e si comportava da squadra.
L'inizio non fu semplice ma il San Paolo ben presto divenne il "fortino" degli azzurri. Le tre vittorie consecutive con Fermana, Vicenza e Chievo lanciarono il Napoli del tandem offensivo Schwoch-Stellone. L'altoatesino si scatenò segnando cinque gol nelle prime otto partite, undici in quindici gare. La vittoria sulla Sampdoria, firmata da Stefan, portò gli azzurri a -1 dalla zona promozione: due gare dopo, nell'1-0 all'Empoli (con gol del solito Schwoch), il Napoli conquistò per la prima volta il quarto posto alle spalle di Vicenza, Brescia e Atalanta.
I tifosi si riavvicinarono alla squadra proprio quando stava per dilagare il fenomeno delle pay TV: la B giocava anche al venerdì e al lunedì in posticipo serale. Al Napoli, ovviamente, toccava varie volte e all'ultima di ritorno, nell'anticipo TV, il blitz di Genova contro i rossoblu valse la chiusura del girone d'andata al quarto posto, ultimo utile per la promozione in A. Una posizione dalla quale uscì dopo tre risultati negativi, con pesanti responsabilità di Alessio Bandieri, portiere pupillo di Novellino ma troppo emotivo: al San Paolo, nel 2-2 con il Monza, subì un gol da 50 metri; a Fermo, sette giorni dopo, ci fu la contestazione dei tifosi che gli lanciarono un petardo in porta. Dalla ventitreesima giornata il tecnico si affidò al napoletano Coppola, ventiduenne di talento, che risulterà decisivo.
Gli azzurri ripresero la cavalcata soprattutto dopo la vittoria per 3-1 nel derby con la Salernitana ma il testa a testa con la Sampdoria per l'ultima piazza per la A venne risolto con una vera e propria prova di forza. Il 22 aprile del 2000, vigilia di Pasqua, gli azzurri batterono i blucerchiati a Marassi per 2-0 grazie alle reti di Asta e di Schwoch su rigore. Il Napoli, quarto a +3 sulla Samp, non mollerà più la zona promozione. Anzi, le spettacolari vittorie sull'Alzano e sul Brescia proietteranno gli azzurri al secondo posto.
Fu un momento felice e, a sorpresa, spuntò anche il socio di Ferlaino al 50%, Giorgio Corbelli, proprio quando sembrava che l'ingegnere avesse archiviato l'ipotesi di cessione del club. Una svolta a sorpresa ma neanche troppo, visti i problemi economici e la perdurante contestazione di buona parte del tifo partenopeo nei suoi confronti. Ferlaino scelse Corbelli perché l'imprenditore riminese, residente a Brescia, patron di Telemarket e imprenditore del settore TV commerciale in ascesa, acquistò il 50% per 105 miliardi di vecchie lire consentendogli (almeno in teoria) di ripianare i debiti e di restare comunque al comando.
Intanto, però, Corbelli si godette la promozione del Napoli in serie A. Arrivò nel club il 17 maggio, concludendo l'affare con la firma presso la villa di Ferlaino a corso Vittorio Emanuele alle 21:20 dopo dodici ore di definizione della trattativa, e il Napoli pareggiò tre giorni dopo in rimonta a Cesena (2-2) prima di asfaltare il Brescia per 3-0. E, soprattutto, festeggiò tra gavettoni e allegria, la matematica promozione del 4 giugno, con la vittoria partenopea a Pistoia per 0-1. In Toscana, nel giorno del quarantasettesimo compleanno di Novellino, accadde di tutto. Il gol capolavoro di Schwoch dinanzi a seimila tifosi del Napoli a Pistoia fu l'apeteosi del successo per riportare il Napoli nella massima competizione.
NAPOLI - Tutto ha inizio alla fine della stagione 1998-99 quando grazie alle 8 reti di Stefan Schwoch, ingaggiato a Gennaio dal Venezia, il Napoli chiude il campionato al nono posto dopo ottime prestazioni soprattutto in casa.
Corrado Ferlaino decise, allora, di prendere in mano la situazione tecnica e ingaggiò, nell'estate del 1999, l'allenatore al quale sarà più legato nei suoi 33 anni di presidenza: Walter Novellino, reduce da una buona stagione al Venezia. "Monzon", irpino d'origine, nel 1984 a un passo dal Napoli da calciatore, si presentò come "sergente di ferro", ciononostante legò molto con i calciatori. Nel ritiro di Predazzo fece allenare i portieri bendandogli un occhio e urlando: «Voglio personalità, tutti come Turrini e Lopez». Con i suoi giocatori si comportava come un fratello maggiore, li ascoltava, offriva consigli e poteva ordinare di spegnere i telefonini a tutta la truppa senza che a nessuno venisse in mente di protestare. Con lui vennero acquistati Stellone, Mora, Oddo, i suoi pupilli Miceli e Lucenti, Robbiati, Bigica, Alessi e a gennaio Asta e Galletti, esterni essenziali per il suo 4-4-2 aggressivo. Con loro un giovanissimo Matuzalem, appena diciannovenne, che Novellino plasmò in tutti i sensi. In campo gli fornì le misure tattiche, fuori dal campo correva a prenderlo di notte nei localini di Chiaia per rimetterlo in riga. Sarà ricompensato. Quel Napoli dimostrò cuore e buona qualità, soprattutto ragionava e si comportava da squadra.
L'inizio non fu semplice ma il San Paolo ben presto divenne il "fortino" degli azzurri. Le tre vittorie consecutive con Fermana, Vicenza e Chievo lanciarono il Napoli del tandem offensivo Schwoch-Stellone. L'altoatesino si scatenò segnando cinque gol nelle prime otto partite, undici in quindici gare. La vittoria sulla Sampdoria, firmata da Stefan, portò gli azzurri a -1 dalla zona promozione: due gare dopo, nell'1-0 all'Empoli (con gol del solito Schwoch), il Napoli conquistò per la prima volta il quarto posto alle spalle di Vicenza, Brescia e Atalanta.
I tifosi si riavvicinarono alla squadra proprio quando stava per dilagare il fenomeno delle pay TV: la B giocava anche al venerdì e al lunedì in posticipo serale. Al Napoli, ovviamente, toccava varie volte e all'ultima di ritorno, nell'anticipo TV, il blitz di Genova contro i rossoblu valse la chiusura del girone d'andata al quarto posto, ultimo utile per la promozione in A. Una posizione dalla quale uscì dopo tre risultati negativi, con pesanti responsabilità di Alessio Bandieri, portiere pupillo di Novellino ma troppo emotivo: al San Paolo, nel 2-2 con il Monza, subì un gol da 50 metri; a Fermo, sette giorni dopo, ci fu la contestazione dei tifosi che gli lanciarono un petardo in porta. Dalla ventitreesima giornata il tecnico si affidò al napoletano Coppola, ventiduenne di talento, che risulterà decisivo.
Gli azzurri ripresero la cavalcata soprattutto dopo la vittoria per 3-1 nel derby con la Salernitana ma il testa a testa con la Sampdoria per l'ultima piazza per la A venne risolto con una vera e propria prova di forza. Il 22 aprile del 2000, vigilia di Pasqua, gli azzurri batterono i blucerchiati a Marassi per 2-0 grazie alle reti di Asta e di Schwoch su rigore. Il Napoli, quarto a +3 sulla Samp, non mollerà più la zona promozione. Anzi, le spettacolari vittorie sull'Alzano e sul Brescia proietteranno gli azzurri al secondo posto.
Fu un momento felice e, a sorpresa, spuntò anche il socio di Ferlaino al 50%, Giorgio Corbelli, proprio quando sembrava che l'ingegnere avesse archiviato l'ipotesi di cessione del club. Una svolta a sorpresa ma neanche troppo, visti i problemi economici e la perdurante contestazione di buona parte del tifo partenopeo nei suoi confronti. Ferlaino scelse Corbelli perché l'imprenditore riminese, residente a Brescia, patron di Telemarket e imprenditore del settore TV commerciale in ascesa, acquistò il 50% per 105 miliardi di vecchie lire consentendogli (almeno in teoria) di ripianare i debiti e di restare comunque al comando.
Intanto, però, Corbelli si godette la promozione del Napoli in serie A. Arrivò nel club il 17 maggio, concludendo l'affare con la firma presso la villa di Ferlaino a corso Vittorio Emanuele alle 21:20 dopo dodici ore di definizione della trattativa, e il Napoli pareggiò tre giorni dopo in rimonta a Cesena (2-2) prima di asfaltare il Brescia per 3-0. E, soprattutto, festeggiò tra gavettoni e allegria, la matematica promozione del 4 giugno, con la vittoria partenopea a Pistoia per 0-1. In Toscana, nel giorno del quarantasettesimo compleanno di Novellino, accadde di tutto. Il gol capolavoro di Schwoch dinanzi a seimila tifosi del Napoli a Pistoia fu l'apeteosi del successo per riportare il Napoli nella massima competizione.
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